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domenica, 1 gennaio 2006

Gli studios perdono 6,1 miliardo di dollari per la pirateria su internet

di Redazione
(KIKA) – 3 MAGGIO 2006, LOS ANGELES – Le compagnie cinematografiche hanno perso 6,1 miliardo di dollari nel 2005 per la pirateria su internet. A rendere noti i risultati dello studio condotto dalla LEK Consulting, e’ stata la Motion Picture Associaton of America (MPAA) che sta cercando di sensibilizzare i governi internazionali perche’ prendano provvedimenti […]
(KIKA) – 3 MAGGIO 2006, LOS ANGELES – Le
compagnie cinematografiche hanno perso 6,1 miliardo di dollari nel 2005 per la
pirateria su internet. A rendere noti i risultati dello studio condotto dalla
LEK Consulting, e’ stata la Motion Picture Associaton of America (MPAA) che sta
cercando di sensibilizzare i governi internazionali perche’ prendano
provvedimenti seri contro un fenomeno in preoccupante crescita. “Vogliamo che la comunita’ internazionale
continui a collaborare con noi per cercare di limitare l’impatto della
pirateria sulle economie locali e nell’industria cinematografica – ha
dichiarato al giornale americano “The Hollywood Reporter” Dan Glickman,
presidente della MPAA – I film sono prodotti di alto valore e la loro
proprieta’ deve essere rispettata”. L’indagine ha chiarito che di questa
emorragia da 6,1 miliardo di dollari, 1,3 miliardi provengono dagli Stati Uniti
e 4,8 dal resto del mondo, quasi la meta’ dall’Europa. Ad impoverire le tasche
degli studi cinematografici sono per 2,4 miliardi di dollari la vendita
illegale dei film, per 1,4 miliardi la loro riproduzione illegale e per 2,3
miliardi la pirateria nel web. I paesi in cui il fenomeno ha dimensioni
maggiori sono la Cina, la Russia, la Gran Bretagna, la Francia, la Spagna, il
Brasile, l’Italia, la Polonia e il Messico. Lo studio ha messo in evidenza
anche che i pirati piu’ incalliti sono di sesso maschile, hanno un’eta’
compresa tra i 16 e i 24 anni e risiedono nelle zone urbane. “Abbiamo il dovere di educare le persone alla
legalita’ e di renderle consapevoli che il non rispetto delle regole e’ un
reato. Dall’altro lato pero’ ci dobbiamo impegnare ad abbassare il costo dei
film rendendoli piu’ accessibili ai consumatori” ha concluso Glickman.   .  
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