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domenica, 1 gennaio 2006

Ian Mckellen, una primavera ad alta tensione

di Redazione
(KIKA) – LOS ANGELES, 15 MAGGIO – Ian Mckellen, 66 anni, che tutti considerano uno degli attori meno tagliati per i film di azione, stupisce il suo pubblico recitando in ben due film ad alta tensione, “X-Men 3: The last Stand” e “Il Codice Da Vinci”, confermando la sua natura istrionica.  “Ho sempre avuto idee […]
Ian McKellen - Londra - 27-01-2006 - Ian Mckellen,  una primavera ad alta tensione Ian McKellen - Parigi - 03-05-2006 - Ian Mckellen,  una primavera ad alta tensione Ian McKellen - Londra - 27-01-2006 - Ian Mckellen,  una primavera ad alta tensione Ian McKellen - Ian Mckellen,  una primavera ad alta tensione
(KIKA) – LOS ANGELES, 15 MAGGIO – Ian Mckellen,
66 anni, che tutti considerano uno degli attori meno tagliati per i film di
azione, stupisce il suo pubblico recitando in ben due film ad alta tensione,
“X-Men 3: The last Stand” e “Il Codice Da Vinci”, confermando la sua natura
istrionica.  “Ho sempre avuto idee
molto chiare su cosa mi piace vedere al cinema come spettatore – ha raccontato
l’attore inglese a “Entertainment Weekly” –  e i criteri che uso per decidere se essere in un film o meno
partono proprio da li’. Mi chiedo se e’ qualcosa che io stesso vedrei”. Passato
da lavori impegnati ad altri piu’ commerciali, come nel 1999, quando ha prima
calcato le scene del West Yorkshire Playhouse con “The Tempest’ di Shakespeare
per poi passare a X-Men, McKellen ha spiegato: “Come attore, non ho mai fatto
differenza tra essere in un film commerciale o in un film indipendente,
recitare in un grande o in un piccolo teatro, fare un pezzo moderno oppure
classico, essere in televisione o alla radio, per me e’ lo stesso”. E’ per
questo che ha accettato di essere nel tour internazionale di “King Lear” che partira’
nel 2007, e allo stesso tempo di vestire i panni di un rospo in “Flushed Away”
animazione cinematografica della DreamWorks”. L’artista ha cominciato la sua
carriera lavorando nei teatri inglesi, e’ poi passato a Broadway ed e’ arrivato
ai registi americani agli inizi degli anni ’90 con “Una figlia in carriera”,
“L’uomo Ombra” e “L’Ultimo Grande Eroe” fino a “Riccardo III”. E’ proprio
lavorando all’adattamento cinematografico della tragedia shakesperiana che
Mckellen ha fatto il suo grande ingresso a Hollywood. “Con questo film ho avuto
una visibilita’ enorme, tutti nell’industria cinematografica lo conoscevano
anche se non lo avevano visto. Finalmente si sono resi conto che non ero solo
un bravo attore di teatro”. Ed ora, come racconta alla rivista inglese online
“Guardian Unlimited” gli e’ toccato avere il ruolo centrale del saggio Leigh
Teabing ne “Il Codice Da Vinci” di Ron Howard: “e’ un ruolo molto importante
nella storia ed e’ anche ben pagato. Per giunta, in parte e’ stato girato a
Londra e non accade spesso con le grandi produzioni”. Una delle rivelazioni
piu’ forti spettano proprio al suo personaggio: “sara’ Teabing a parlare della
paternita’ di Cristo con Tom Hanks e Audrie Tatou”.  Ma nonostante interpreti una delle figure chiave della
storia, Mckellen ha ammesso in una intervista con l’agenzia di stampa americana
Asoociated Press, di aver letto il libro solo dopo essere entrato nel cast: “ne
avevo sentito parlare e ne conoscevo un po’ la storia ma non lo avevo letto.
L’ho fatto solo quando avevo gia’ letto il copione”.        
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