Cinema e TV
mercoledì, 3 settembre 2014

Festival di Venezia: Marco Bellocchio presenta La Cina è Vicina

di Christian Fusero
La versione restaurata del film del 1967 presentata fuori concorso
Marco Bellocchio - Venezia - 03-09-2014 - Festival di Venezia: Marco Bellocchio presenta La Cina è Vicina Gian Luca Farinelli, Davide Pozzi, Marco Bellocchio - Venezia - 03-09-2014 - Festival di Venezia: Marco Bellocchio presenta La Cina è Vicina Marco Bellocchio - Venezia - 03-09-2014 - Festival di Venezia: Marco Bellocchio presenta La Cina è Vicina Marco Bellocchio - Venezia - 03-09-2014 - Festival di Venezia: Marco Bellocchio presenta La Cina è Vicina Marco Bellocchio - Venezia - 03-09-2014 - Festival di Venezia: Marco Bellocchio presenta La Cina è Vicina Marco Bellocchio - Venezia - 03-09-2014 - Festival di Venezia: Marco Bellocchio presenta La Cina è Vicina Marco Bellocchio - Venezia - 03-09-2014 - Festival di Venezia: Marco Bellocchio presenta La Cina è Vicina Marco Bellocchio - Venezia - 03-09-2014 - Festival di Venezia: Marco Bellocchio presenta La Cina è Vicina Marco Bellocchio - Venezia - 03-09-2014 - Festival di Venezia: Marco Bellocchio presenta La Cina è Vicina Marco Bellocchio - Venezia - 03-09-2014 - Festival di Venezia: Marco Bellocchio presenta La Cina è Vicina
VENEZIA - Nonostante abbia in passato dichiarato di non partecipare più ad alcun festival Marco Bellocchio è ritornato alla 71esima edizione della Mostra del Cinema di Venezia per presentare, fuori concorso, la versione restaurata dalla Cineteca di Bologna del film La Cina è Vicina, che incantò la Mostra del Cinema nel 1967, vincendo il Premio Speciale della Giuria.

Durante una recente intervista il regista riguardo al film che ha ritratto l’epoca dell’impegno politico, mettendo in scena i dilemmi di una generazione, ha dichiarato: "Sarà strano rivederlo dopo 47 anni. Sono curioso dello sguardo di un giovane di oggi di fronte alla storia di Vittorio, ricco borghese di provincia (Glauco Mauri), che si presenta alle elezioni per il Partito Socialista Unificato, in quegli anni al governo con la Dc. Candidatura che provoca lo sdegno del fratello Camillo (Pierluigi Aprà), militante maoista. Due posizioni della sinistra di allora, la prima già pronta al compromesso, la seconda pittoresca e patetica".

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