Cronaca Italiana
domenica, 7 settembre 2014

Guerra tra colossi nel settore del gaming online

di Redazione
I dati forniti da Agipronews.it, una delle più note agenzie di stampa


(KIKA) - Il settore del gaming online è stato teatro negli ultimi anni di una escalation che lo ha consolidato ai piani alti dell’economia italiana, suscitando interesse da parte dei grandi brand e innescando un numero importante di fusioni e acquisizioni. Agipronews.it - una delle più note agenzie di stampa dedicate al gioco in Italia - ha incrociato i dati forniti dai principali operatori nazionali e internazionali (in particolare 32Red, Betclic, Pokerstars, Lottomatica e Betfair) tra gennaio e giugno 2014. Le giocate al netto delle vincite hanno toccato il tetto 225,4 milioni di euro, in calo del 9,6% rispetto ai 249,5 milioni del medesimo periodo del 2013. Una fase di assestamento per un mercato che negli anni passati ha fatto registrare una grande crescita.

In particolare, i giochi da casinò sulla Rete - trainati dalle slot machine online, al numero uno delle preferenze degli utenti nel nostro paese – hanno fatto registrare una spesa complessiva di 124,8 milioni (+9,4% sul 2013). Dato in perfetta attinenza con la leadership europea dell’Italia nella spesa pro capite annua in euro investiti in slot machine.

Segno ancora negativo per il settore del poker: la spesa complessiva nei cash games ha raggiunto 60,7 milioni di euro, contro i 78,4 milioni del periodo di riferimento 2013 (-22,5%). Crisi ancora più profonda per gli incassi derivanti dai tornei in Rete, che si attestano a 39,9 milioni complessivi, il -30% rispetto ai 57,1 milioni dell’analogo periodo 2013. Il trend contrastante rispetto alle slot potrebbe essere giustificato sia dai minori budget investiti nella promozioni di uno dei prodotti che ha rivestito la parte del leone sui media negli ultimi 5 anni, sia da un calo fisiologico di interesse nel gioco come in qualsiasi sport unconventional.

BILANCIO POSITIVO - Nonostante ciò, il bilancio dell’anno scorso è da considerarsi senza dubbio positivo,  come testimonia la crescita nelle registrazioni di account nei siti e blog dedicati al gaming online, che almeno per le slot di 32Red e degli altri operatori analizzati si è tradotto in un aumento delle entrate complessive. Altri fattori che hanno pilotato la crescita complessiva dell’industria del gioco sono stati senza dubbio gli upgrade tecnologici nelle modalità di gioco sempre più user-friendly, il naturale adattamento dei consumatori ai metodi di pagamento più sicuri disponibili sulla Rete e il lancio di prodotti dedicati alla telefonia mobile come applicazione sviluppate appositamente per iOS, Android e Windows Phone.

GUERRA TRA COLOSSI - Come tutti i mercati in grande crescita e i cui prodotti evolvono in continuazione, è una diretta conseguenza che anche la geografia globale delle proprietà delle varie aziende sia particolarmente dinamica. Le ultime due operazioni di mercato hanno dimensioni tali da eclissare tutte le trade finanziarie che il mondo del gaming aveva conosciuto sinora. Parliamo in primo luogo dell'acquisizione di IGT da parte di GTECH, completata circa un mese fa, e del recentissimo acquisto di Bally Technologies da parte di Scientific Games. Il valore rispettivo di queste due operazioni colossali è di 6,4 e 5,1 miliardi di dollari, per un totale che sfiora i 12 miliardi di euro.

Queste cifre astronomiche confermano l’interesse di tycoon e magnati per l’industria del gaming online e il suo giro d’affari, inoltre dietro le due operazioni faraoniche si cela un segnale di forza che due delle aziende leader nel settore hanno voluto dare ai competitors.  Una vera e propria giungla, basti pensare al fatto che Bally, prima di farsi inghiottire da Scientific Games, aveva sua volta inglobato SHFL Entertainment e Dragonplay, per un costo complessivo di oltre un miliardo di euro. La trade si è rivelata deleteria in quanto per l’eccessivo indebitamento l’ha trasformata in una facile preda sul mercato.
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