Politica Italiana
venerdì, 1 aprile 2016

Dai parenti (dei politici) mi guardi Iddio…

di Simona Foti
Quando la famiglia diventa un boomerang per la carriera politica.


Il nepotismo esiste un po' ovunque, e il nostro Paese non è certo da meno: il favoritismo dei propri familiari a opera di un politico è una tradizione che affonda le sue radici nella notte dei tempi e nel "nepotismo" dei Papi che, durante il Medioevo, contravvenendo alla regola che li voleva celibi e casti, affidavano incarichi e ricchezze ai propri figli illegittimi, definendoli appunto "nipoti". Un malcostume che si è perpetuato negli anni arrivando fino ai giorni nostri e che spesso, ancor prima di essere dimostrato da un'inchiesta giudiziaria, provoca scandali e dimissioni di chi è coinvolto.

Un esempio? Il più recente è quello del ministro per lo Sviluppo Federica Guidi, che in una intercettazione avrebbe dimostrato di lavorare alacremente soprattutto per lo sviluppo professionale ed economico del compagno Gianluca Gemelli.

Lo scandalo che ne è seguito l'ha costretta a presentare al premier Renzi le proprie dimissioni pur "certa della mia buonafede" ma "per una questione di opportunità politica". Ma senza scavare nei secoli, anche guardandoci indietro di una decina di anni, scopriamo che il ministro Guidi è in buona compagnia...

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