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Alfredino Rampi, 36 anni fa la tragedia di Vermicino

VERMICINO, ROMA – Fu forse il primo reality show nel nostro Paese, anche se questa definizione ancora non esisteva e nella tragedia di Vermicino non ci fu spettacolo ma solo sofferenza: il 13 giugno 1981 il piccolo Alfredino Rampi morì dopo tre giorni di agonia in un pozzo artesiano profondo 80 metri, in cui era caduto mentre tornava a casa.

La sera del 10 giugno i genitori di Alfredino, 7 anni, insospettiti dal non vederlo tornare a casa, allertarono le forze dell’ordine e cominciarono a cercare il bambino nelle campagne di Vermicino. La nonna del piccolo immaginò che potesse essere caduto in un pozzo artesiano scavato per l’edificazione di una casa, ma l’unico nei paraggi risultava coperto di lamiere e l’ipotesi venne lasciata cadere: in realtà il bambino era caduto proprio lì e le lamiere erano state messe successivamente dal proprietario del terreno, proprio per evitare che qualcuno ci cadesse dentro e non immaginando minimamente che fosse proprio quello che era successo.

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Fu un brigadiere a sentire i lamenti flebili del bambino e nella tarda serata partirono i tentativi di soccorso: come prima cosa venne calata nella voragine una lampada, tentando invano di localizzare il bambino. La prima stima rilevò che Alfredo era bloccato a 36 metri di profondità: la sua caduta era stata arrestata da una curva o una rientranza del pozzo. Il condotto era molto stretto e non permetteva di potervi calare una persona: venne quindi fatta calare una tavoletta cui il bambino potesse aggrapparsi per essere tirato su. Questa però si bloccò molto al di sopra della posizione di Alfredino e ostruì inoltre il cunicolo.

Il giorno dopo giunse sul posto un gruppo di speleologi del Soccorso Alpino: due di questi si calarono nel pozzo senza però raggiungere il piccolo. Contemporaneamente si provvedette alla trivellazione di un pozzo parallelo in modo da poter realizzare un cunicolo per trarre in salvo il bambino, che nel frattempo era scivolato ancora più in basso. ma neppure questo espediente diede i frutti sperati. Intanto sul posto era giunto anche il presidente della repubblica Sergio Pertini ed era partita una diretta non-stop della RAI, che tenne incollati davanti alla TV 21 milioni di telespettarori.

Che non poterono far altro che assistere alla tragedia: Alfredino infatti dopo 40 ore di resistenza non diede più segni di vita.