Cinema e TV
venerdì, 22 luglio 2016

Nicholas Hoult: “Non mi sento orgoglioso, ma soddisfatto”

di Federica Volpe
Il giovane attore britannico parla dei suoi film, della carriera precoce e della Brexit
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Inglese di nascita, Nicholas Hoult comincia la sua carriera a soli sei anni. A 13, invece, recita al fianco di Hugh Grant nel film About A Boy - Un Ragazzo. Ha impresso il suo volto nelle menti degli adolescenti, interpretando Tony Stomen nella serie televisiva Skins ed ha raccontato al Giffoni film Festival cosa ha amato e cosa ha odiato del suo personaggio

“Tony è molto diverso da me. L’ho fatto 10 anni fa e quelli erano gli anni formativi della mia vita. Era un personaggio strano da interpretare perché le sue scelte erano parecchio discutibili. Sicuramente cresce per diventare una persona migliore, ma è completamente diverso da me. Il personaggio era quasi perfetto. All’inizio era forte e determinato, verso la fine cambia completamente soprattutto dopo che viene colpito dal bus, a quel punto, c’è una rinascita. Il bello di quel tv show è che è stato scritto da giovani, quindi capivano il mondo ed i personaggi. Skins è una serie importantissima, perché affronta temi molto forti di cui è necessario parlare”

Nella saga X-Men, interpreta la Bestia, un mutante. L’attore dichiara che il successo di quel film, affonda le radici nell’immedesimazione tra spettatori e personaggi

“X-Men ha avuto successo proprio perché i personaggi sono diversi, tutti possono immedesimarsi. Dobbiamo accettarci per quello che siamo, l’unico modo per essere felici è essere noi stessi senza nasconderci”

E’ attualmente impegnato in un film ispirato a J.D. Salinger. Nicholas spiega questo interessante ed impegnativo progetto

“Il film non è basato sul suo libro, ma segue le vicende di Salinger durante la stesura de Il Giovane Holden. Tratta principalmente della guerra e di come questa ha cambiato la sua vita e la sua scrittura. Parla anche del rapporto col suo professore”



Da attore, Hoult spiega che, sul set, la relazione più importante da instaurare e coltivare è quella attore/regista e ne esplica i motivi

“Sul set è la relazione più importante. E’ fondamentale fidarsi, sentirsi al sicuro con il regista. E’ suo preciso dovere dare all’attore questa sicurezza e guidarlo. Il regista deve convincere gli attori ad essere onesti e vulnerabili perché ciò accade solo se c’è fiducia”

Avendo interpretato spesso ruoli molto diversi tra loro, racconta il processo di preparazione dei suoi personaggi

“Per me, è utile trovare persone simili al personaggio nella vita di tutti i giorni. Osservare le persone ed i loro atteggiamenti. Ascoltare musica, leggere. Cercare nella memoria ricordi che possano, in qualche modo, collegarsi. Tuttavia, la cosa essenziale è comprendere i motivi dietro alle azioni che compiono i personaggi”

Pur vantando una carriera di tutto rispetto, il giovane ammette di non sentirsi particolarmente orgoglioso di se stesso

“Stranamente, non mi sento molto orgoglioso me stesso e, tantomeno, di quello che ho fatto. Riguardando le mie interpretazioni, penso sempre che avrei potuto fare di meglio. Ci sono momenti in cui mi sento soddisfatto, però, quando recito una scena sentendo di averla fatta in maniera perfetta e questa tesi viene avvalorata dal ‘cut’ gridato dal regista, per esempio”

Da britannico, non risparmia un commento sulla recentissima Brexit

“Sono scioccato. Amo essere europeo e così ci stiamo chiudendo al mondo. La paura sta avendo un impatto troppo negativo su tutti noi. Spero davvero che le cose cambino”

Ha iniziato la carriera da piccolissimo, ma il bell’inglese, assicura che la precoce carriera, non ha assolutamente tolto nulla alla sua infanzia

“La carriera mi ha fatto viaggiare, incontrare gente. Ho sempre frequentato la scuola, pur lavorando. Questo mi ha permesso di avere comunque un’infanzia normale. Mi ha dato davvero tanto” conclude

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