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mercoledì, 28 settembre 2016

Milan, Inter: allenatori agli antipodi: Montella e De Boer

di Redazione
Nel corso dell'estate è cambiato molto nella Milano calcistica: Inter e Milan sono cinesi.
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Nel corso dell'estate è cambiato molto nella Milano calcistica: sia l'Inter che il Milan hanno cambiato proprietà, passando entrambe nelle mani di imprenditori cinesi. Nonostante l'origine dei nuovi proprietari sia la stessa, gli allenatori scelti per l'inizio del nuovo corso sono completamente differenti e stanno percorrendo strade diametralmente opposte alla guida dei due club.

Vincenzo Montella, dopo la sfortunata esperienza a Genova, sponda Sampdoria, è approdato finalmente in un grande club, dopo anni di gavetta e belle cose messe in mostra, soprattutto a Firenze con la Viola. La gestione del tecnico campano è stata incentrata fin da subito sulla voglia di far vedere un buon calcio, tralasciando, per quanto possibile, i risultati in campo. I frutti di questo tipo di lavoro stanno arrivando e si ha la sensazione che con il tempo miglioreranno sempre di più, magari anche grazie all'acquisto di qualche top player durante il mercato di riparazione invernale e quello estivo del prossimo anno.

Montella ha sempre cercato di dribblare, così come faceva in campo da giocatore contro i difensori avversari, i giornalisti e le domande scomode, costruendo fin da subito un alto muro protettivo per la sua squadra, cercando di lavorare in pace e senza pressioni esterne. Il massimo esempio di questa voglia di far parlare quasi esclusivamente il campo c'è stato proprio al termine della gara contro la sua ex squadra, nel posticipo di domenica scorsa contro la Fiorentina in cui, com’era stato ampiamente pronosticato da Sky Bet Italia e dagli altri esperti, ne è uscito fuori un pareggio a reti inviolate. Dopo che l'allenatore portoghese Paulo Sousa aveva provocato i giornalisti di Mediaset Premium lamentando una diversa importanza data agli episodi dubbi in base al blasone del club che li ha subiti, Montella si è presentato sorridente e a precisa domanda ha risposto con un semplice "No comment".

Diversa, quasi opposta, la gestione del nuovo tecnico dell'Inter, Franck De Boer. L'olandese, chiamato a sostituire Roberto Mancini a pochi giorni dall'inizio del campionato, ha palesato nelle prime tre giornate di Serie A una palese confusione, forse frutto di un ambiente più difficile del previsto. Dopo aver incassato la fiducia della società, però, De Boer ha iniziato a calcare la mano contro i suoi giocatori, cercando di spronarli, anche a costo di mettersi in mostra davanti alle telecamere e ai giornalisti.

Ecco dunque spiegati i tre cambi simultanei contro il Pescara sul punteggio di uno a zero in favore degli abruzzesi, così come l'estromissione dalla rosa di Marcelo Brozovic e la sostituzione dopo neanche mezz'ora di Kondogbia nell'ultima partita contro il Bologna. Segnali forti, che hanno consentito al tecnico di elevarsi al di sopra dei suoi giocatori e rimettere in riga chi non aveva capito con chi aveva a che fare. Durante le conferenze stampa, poi, De Boer è semplicemente onesto, dono che pochi mister hanno al momento: non più bastone e carota ben dosati, se serve solo il bastone mister De Boer non si fa scrupoli e a furia di sfilettate sta facendo risorgere molti suoi giocatori intorpiditi dalla gestione di Mancini e poco inclini a rispettare le rigide regole di spogliatoio volute dal tecnico olandese ex Ajax.

L'allenatore che cerca in tutti i modi di spegnere i riflettori sulla sua squadra, dedito esclusivamente al duro lavoro, Vincenzo Montella, nel prossimo derby della Madonnina incontrerà il suo opposto, capace di tutto, anche di commettere azioni clamorose, pur di avere ciò che vuole dalla sua rosa, Franck De Boer: una nuova avvincente storia made in Milano, o Cina che dir si voglia, è appena iniziata.
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