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Roberto Benigni: “Al referendum bisogna votare sì”

Roberto Benigni voterà sì al referendum del 4 dicembre.

L’artista esce dall’indecisione e appoggia il per il referendum che si terrà il prossimo 4 dicembre. L’attore e regista premio Oscar con la Vita è bella ha rilasciato alcune dichiarazioni a Le Iene, confermando la sua linea di pensiero sulla questione del voto di inizio dicembre: “Se vince il no il giorno dopo ti immagini? Il morale va a terra peggio della Brexit.

I costituenti stessi hanno auspicato di riformarla la seconda parte, poi c’è la maniera di migliorarla ma se non si parte. Non è come qualcuno dice la riformeremo dopo. No, non accadrà mai più. Poi, certo, ci sono da rivedere alcune cose. I primi 12 principi della Costituzione sono intoccabili e la prima parte, diritti e doveri, sono straordinariamente belli e intoccabili. La nostra Carta è la più bella del mondo – un concetto che segue lo spettacolo televisivo La più bella del mondoÈ stato un miracolo, i nostri costituenti ci hanno fatto volare e hanno illuminato le macerie. E così l’Italia si è rialzata. Per la seconda parte, però, già i costituenti auspicavano un miglioramento”.

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La reazione dei principali oppositori del Sì non s’è fatta attendere, ecco il primo post di Lugi Di Maio sul suo profilo Facebook: “Non lo dice il MoVimento 5 Stelle ma il Financial Times! “Con tutto il dovuto rispetto, quello di cui l’Italia ha bisogno non sono più leggi, approvate più rapidamente rispetto al passato, ma meno leggi e migliori.

Devono essere scritte con cura, e in realtà applicate, piuttosto che bloccate o aggirate dalla pubblica amministrazione in Italia, o da interessi particolari. Le riforme sono legate ad una legge elettorale che assegnerà un bonus al partito vincente, consegnandogli una maggioranza per un periodo di cinque anni. Questa riforma, cucinata nel 2014 dal signor Renzi e da Berlusconi, è una riforma pessima. Nelle capitali europee si ha la sensazione che il signor Renzi meriti di essere sostenuto. Un’Italia senza guida, vulnerabile ad una crisi bancaria e alla forza anticasta del Movimento 5 Stelle, significherebbe guai. Eppure una sconfitta del signor Renzi al referendum non comporta necessariamente instabilità per l’Italia. Una vittoria, d’altra parte, potrebbe mettere a nudo il fatto che l’obiettivo tattico di Renzi di sopravvivere è stato anteposto al bisogno strategico dell’Italia di avere una democrazia sana”.

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Video di Paolo Travisi