Politica Italiana
giovedì, 16 marzo 2017

Il gioco… del Lotti. Una sfiducia al Giglio Magico?

di Giuseppe Amodio
Cosa si cela nella guerra al principale collaboratore di Renzi?
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Il fatto

Luca Lotti, classe 1982, ministro dello Sport ed ex sottosegretario di Renzi premier, è indagato perché un dirigente della Consip, società al 100% pubblica che si occupa di mega appalti da miliardi di euro, ha testimoniato ad un giudice di essere stato avvertito dal Lotti che era in corso un’indagine sulla società. Lotti smentisce di aver commesso questo reato e dichiara di attendere fiducioso l’esito delle indagini. Il Senato respinge la mozione di sfiducia avanzata da Paola Taverna del M5S.

Si ma ‘who is Lotti’?

Un po’ di storia. Luca Lotti, detto “il lampadina”, nasce politicamente nell’Azione Cattolica ed è consigliere comunale nel suo paese di residenza, Montelupo Fiorentino, eletto con La Margherita, la formazione antesignana del Pd in cui confluiscono i democristiani “di sinistra” tra cui lo stesso Renzi, lo incontra che ha ancora 23 anni mentre Renzi è già Presidente della Provincia di Firenze. Ne diventa immediatamente il principale collaboratore e tanti rapporti si instaurano tra i due, e il padre di Lotti, bancario, è firmatario di un prestito garantito da Fidi Toscana ad una società amministrata dal padre di Renzi, anch’egli indagato nella vicenda Consip, che poi fallirà. Ma anche l’amministratore di Consip che ha testimoniato di aver ricevuto “la soffiata” dal Lotti è un toscano purosangue alla corte del Pd, con incarichi di massimo rilievo, fino appunto alla nomina in Consip deliberata dal governo Renzi. Sembra quasi una questione di famiglia.



Il giglio magico

Si tratta quindi di una vicenda tutta interna a quello che viene comunemente chiamato “il giglio magico”, di cui Renzi è il centro ma che comprende tutta una serie di toscani tra cui il suo principale e storico collaboratore Lotti, ma anche la Boschi e tutta una serie di altri personaggi tra cui il padre dello stesso Renzi. Se i fatti dovessero dimostrare che questo gruppo di toscani ha tentato di modificare le assegnazioni degli appalti miliardari di Consip saremmo quindi di fronte ad una vera e propria “gang del giglio”, nonostante la maggior parte dei politici abbia appellato al Lotti come un giovane “fortunato” e, sotto sotto, nient’altro che un esecutore dei voleri del dominus Renzi. E chiaro che la sfiducia richiesta contro Lotti, come lo stesso Lotti ha fatto presente in aula, rappresenti il tentativo di attaccare Renzi e company.

Le domande senza risposta: una questione di sfiducia

Ma anche meglio chiarite le circostanze di questa vicenda dal sapore dell’Italia antica dei piaceri e delle famiglie amiche e degli eventuali tentativi di spartirsi le risorse pubbliche (alla faccia della ‘rottamazione del vecchio’ promessa da Renzi), per noi persone comuni restano insolute delle domande. Sono decenni infatti che ci viene detto che la magistratura sarebbe tutta schieratissima a sinistra, ma questa vicenda giudiziaria attacca chiaramente uno dei centri di potere della sinistra italiana. Ancora di più sembra evidente la matrice neo-democristiana della gestione italiana con un governo pd che ha alla base Renzi e Franceschini (ex dc), che tirano fuori dal cilindro come presidente lo sconosciuto al popolo Mattarella (ex dc) e che continua allineatissima con Gentiloni (ex dc). Ma allora perché, se sono tornati i super potenti e immortali democristiani, viene aggredito uno dei loro più fedeli amici (se non una loro diretta creazione), tale Matteo Renzi presidente della provincia di Firenze a soli 30 anni e figlio del cattolicissimo Tiziano? Perché gli si è impedito di andare immediatamente alle urne nonostante quel 40% di voti che sarebbero bastati ad avere la maggioranza assoluta per altri 5 anni? Non si capisce nitidamente quale sia la battaglia in corso, e nemmeno chiaramente quali siano gli schieramenti, ma sembrerebbe che per Renzi ci sia molto, moltissimo di cui preoccuparsi…
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