Politica Italiana
martedì, 4 aprile 2017

La Boschi e la fine della disabilità

di Giuseppe Amodio
Chi è veramente disabile nel terzo millennio?
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Il fatto
 

Si è tenuta a Roma nella Sala della Regina della Camera dei Deputati un incontro per una riflessione sui diritti ma soprattutto sul ruolo delle persone con disabilità nel contesto sociale. Presenti Flavio Insinna, Alex Zanardi, la deputata trentenne del PD Laura Coccia affetta da tetraparesi spastica, una personalità questa che, per la sua carriera sportiva e di studio, è certamente un esempio di come esistano percorsi capaci di valorizzare anche persone portatrici di un’apparente diminuzione delle loro facoltà. In rappresentanza del governo c’era la sottosegretaria Maria Elena Boschi.

 
Chi è veramente disabile nel terzo millennio?
 

E’ ormai chiaro a tutti che, nella complessità del mondo di oggi, sia sulla consapevolezza che esso si basa principalmente, nel ruolo di ciascuno di noi, nell’essere depositari ed elaborativi di informazioni e conoscenze altamente specifiche, sia sulle opportunità tecnologiche capaci di fornire strumenti di ausilio meccanico in grado di sostituire se non migliorare le performance naturali del corpo, si è passati dal concetto di ‘disabile’ a quello di ‘diversamente abile’ a quello di ‘normalmente abile’, in un percorso che probabilmente terminerà in una diffusa accettazione della semplice idea di ‘abile’. La fine quindi dell'idea stessa di disabilità.

 
Parola di Maria Elena
 

“Occorre sfruttare le competenze, le capacita, le intelligenze perché esse fanno parte della crescita economica e produttiva del nostro paese. Sono risorse e occorre una nuova strategia di inserimento professionale” ha indicato la sottosegretaria Maria Elena Boschi a proposito di questa categoria sociale molto speciale. Ricordiamo anche che l’ex ministra per le riforme prometteva anche dei cambiamenti epocali che però sono stati bocciati dai cittadini. In questo caso la sottosegretaria può invece dormire sonni tranquilli perché certamente noi cittadini siamo tutti d’accordo.

 
Volti al futuro
 

E’ presumibile ritenere che nel futuro si raggiungerà una piena integrazione di ogni persona in un percorso al 100% delle opportunità? Certamente sì. Occorrono tempo, risorse, progetti? Assolutamente sì. Ma qual è la cosa che occorre di più? Occorre entrare nell’idea che questo percorso abbia in sé l’idea dell’utilizzo di queste persone come risorse da impiegare, come indicato dalla Boschi, e non come persone da aiutare. Ce la faremo? Vedremo dove arriveremo…

 
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