Politica Italiana
venerdì, 5 maggio 2017

Renzi ha vinto ma il Pd, definitivamente, ha perso. Goodbye PD.

di Giuseppe Amodio
Renzi sconfigge Orlando, ma anche il PD e la richiesta popolare di onestà amministrativa.
orlando

 

Il fatto

 

Come tutti sanno Matteo Renzi, vincendo le primarie, è di nuovo il segretario del Partito Democratico, la più grande organizzazione politica italiana, che ancora attualmente, tra governo, consigli regionali, provinciali e comunali, nonché aziende pubbliche o controllate, esprime la maggiore quantità di decisioni amministrative di tutta la nazione. In pratica, direttamente o indirettamente, il PD decide la governance quotidiana di 60 milioni di individui. Matteo Renzi da Firenze ne è formalmente il segretario, nei fatti il padrone assoluto. Ma qual è il pensiero di Matteo Renzi da Firenze nella gestione dell’Italia?

 

I 1000 giorni della Renzi Experience

 

1000 giorni di governo. 1000 giorni di jobs act e di riforma della scuola, 1000 giorni da ‘Enrico stai sereno’ a ‘Mattarella è l’uomo giusto’, 1000 giorni di inaugurazioni di Nuvole all’Eur e di ‘al fisco abbiamo messo i migliori ingegneri e controlliamo la gente tramite il telefonino’, 1000 giorni di scandali delle banche toscane (Mps e Banca Etruria), di collocazione nazionale di manager toscani (Consip), di patti del Nazareno tra toscani (Verdini). 1000 giorni della vecchia Italia padronale travestita da Italia riformista, 1000 giorni dei soliti inciuci vecchio stile, 1000 giorni di quello il 100% degli italiani, anche quelli che per appartenenza, convenienza o storia politica votano il PD, detestano ormai senza possibilità di ulteriori valutazioni.

 

Orlando il “grillino”

 

Battagliero di partito last minute, ministro sconosciuto ma non oscuro, riformatore nella delicatissima questione dell’amministrazione della giustizia, Orlando si è presentato al pubblico del PD come una novità. E l’elemento centrale del suo discorso è il principale claim dell’antipolitica: l’onestà. Certamente simpatico a tutta quella parte del PD che vede in Renzi uno scomodo padrone che sistema le poltrone ma fa grandi inciuci con la destra e con Confindustria e banche in pieno stile democristiano, il tiepido Orlando avrebbe certamente spopolato in quell’elettorato in cerca dell’onestà amministrativa che vede il M5S come un ridicolo carrozzone di inetti guidati da un pazzoide isterico. Una percentuale di elettori che, sommata agli elettori PD che non possono votare altrove, avrebbe certamente dato al PD la vittoria alle prossime elezioni, forse addirittura quel 40% che attribuisce il 100% del potere.

 

Goodbye PD

 

Ma decidendo per tenere Renzi il popolo del PD ha decretato il decesso definitivo del partito, annunciato dallo stesso Renzi nella “sua” Leopolda senza simboli ormai già anni fa, organizzazione sostituita da una rete di amici degli amici e piccoli, medi e grandi centri di potere, tutti presidiati con persone amiche. Un gigantesco multilevel senza scopi politici, senza sensibilità sociale, senza un progetto futuro, dal quale sono usciti persone che del PCI-PD riformista erano l’anima buona, come Bersani, e l’apparato ‘che consideriamo indistruttibile’, come aveva dichiarato D’Alema qualche elezione fa. E l’onestà? Quella rimarrà per sempre all’opposizione, in ogni partito, movimento, corrente. Goodbye onestà, goodbye PD.

 

 

 
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