Sport
venerdì, 9 giugno 2017

Allenare la mente. La forza del tiro a volo.

di Giuseppe Amodio
Allenare la mente. Intervista a Diana Bacosi, medaglia d'oro del tiro a volo.


Salve Diana, ci racconta come effettivamente venga allenato uno sportivo del tiro a volo?

Un atleta della mia specialità viene innanzitutto istruito alla routine, potremmo dire quasi alla monotonia. Come tutti gli sportivi ci alziamo la mattina presto, ripetiamo tutti i giorni quello stesso gesto, che alleniamo all'infinito, tentando di farlo diventare quanto più automatico possibile.

 

Quindi di cosa si occupa un coach del tiro a volo?

Il coach innanzitutto gestisce la stagione, dato che mi vuole in forma per le gare importanti e che ci sono anche diversi fattori psicologicamente negativi in questa disciplina, tra cui la fatica mentale, un certo livello di nausea per la ripetitività del gesto, il riprendere dopo le pause. Ovviamente il coach contribuisce alla creazione di quella serenità psicologica necessaria ad ogni atleta.

 

Quali sono le specificità sportive di uno sportivo del tiro a volo? Che cosa si allena per prendere la mira?

Sul piano fisico svolgiamo esercizi che ci conducano verso un totale controllo del battito cardiaco, e in generale verso il controllo di ogni cosa che possa far emergere una perdita anche minima di concentrazione. Per allenare i riflessi ci sono esercizi per muovere gli occhi ed esercitarli a seguire il piattello. E' un allenamento ricco e complesso più di quanto in genere si possa immaginare.

 

Le classifiche del tiro a volo si basano sempre su piccolissime distanze tra i primi classificati, dando l'impressione che il tiratore sia perfettamente in grado di fare tutti centri. Allora ci chiediamo: che cosa fa sbagliare il colpo?

Diciamo innanzitutto che ogni tiratore ha degli angoli o posizioni di sparo che gli sono meno familiari e dove quindi inevitabilmente ricorrono più errori. Ma ovviamente poi quasi tutto si gioca sulla capacità di mantenere calma e concentrazione anche e soprattutto quando c'è lo sbaglio. Non bisogna andare mai in tilt, bisogna sempre mantenere freddezza e andare avanti.

 

Quindi se sul piano teorico tutti i tiratori sono in grado di centrare sempre quasi tutti i piattelli, allora la competizione sembra risolversi sul piano psicologico, sulla capacità di mantenere concentrazione e calma nel colpo.

Indubbiamente il tiro a volo è uno sport mentale, e anche una parola detta prima di fare una gara ti può cambiare la giornata. Io cerco sempre di affrontare la gara nel migliore dei modi, ma lo stress pre gara c'è sempre, non solo per la ricerca della vittoria, ma anche perchè l'esito della gara costituisce la valutazione dell'allenamento e quindi dello svolgimento di tutta la pianificazione concepita dall'allenatore ed eseguita dall'atleta. Ci sono gare che non costituiscono un obiettivo primario della tua stagione, ma ce ne sono altre che invece stabiliscono la qualità del lavoro di tutti.

 

Perchè gli uomini e le donne non gareggiano insieme?

Gareggiavano insieme fino a quando la cinese Shan Zhang all'Olimpiade di Barcellona '92 batté il peruviano Juan Giha e l'azzurro Bruno Rossetti, prendendosi l'oro, dopo di che furono divisi. Io personalmente rimetterei la competizione mista con donne e uomini, tutti insieme coi 125 piattelli.

 

Perché consiglierebbe la pratica del tiro a volo?

Come ogni sport il tiro a volo è una comunità con delle regole. Il tiro a volo ha uno specifico valore aggiunto di disciplina, dato che ad una ragazza o ad un ragazzo che si avvicina a questo sport per prima cosa si insegna il rispetto per l'arma, con la consapevolezza che si tratta di un gioco, che però si basa sempre su questo primario senso di responsabilità. Questo modello di comportamento viene poi certamente trasferito nella formazione di questa persona.

 

Il tiro a volo è uno sport senza età. Potrebbe quindi ancora partecipare a tante Olimpiadi, in teoria anche 10.

Diciamo che 10 forse no ma almeno altre 2 ci tengo (sorride) ...

 

 
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