Curiosità
domenica, 16 luglio 2017

Ti piace vincere facile? Gioca ai dadi

di Redazione
Sapevate che il gioco dei dadi è uno di quelli in cui è più facile vincere
(KIKA) - Sapevate che è più facile vincere ai dadi che alla roulette?
Al giorno d’oggi non è il gioco più usato dai frequentatori dei casinò, eppure il gioco dei dadi è uno di quelli con cui è più facile vincere.

 

Volete sapere di quanto?

L’house edge, ovvero il vantaggio della casa, per il gioco dei dadi è dell’1,41%, per la roulette è quasi il doppio, ancora di più per le popolarissime slot machine che può andare dal 2 al 14%.

Allora perché il gioco dei dadi è meno praticato degli altri? Forse perché, rispetto a altri giochi come Blackjack, il Bingo, le slot machine o la stessa Roulette, il Gioco dei Dadi presenta qualche regola in più. Queste però sono piuttosto ripetitive, quindi dopo le prime giocate tutto diventa molto più semplice.
Si trovano poi online pagine di apprendimento come la guida strategica ai dadi che insegnano a giocare e spiegano trucchi, tattiche e strategie per imparare a giocare a dadi al casinò oppure online. 

Un po’ di storia 

Dadi da gioco antichi, in osso e avorio


Sapevate che il gioco dei dadi è uno dei più antichi fra quelli praticati ancora oggi?  Stabilire una data certa di inizio della pratica è impossibile. Si conosce però a grandi linee l’area di provenienza. Alcuni dadi sono stati infatti ritrovati in tombe molto antiche del continente asiatico, è certa dunque l’origine asiatica del gioco, però romani furono grandi scommettitori con i dadi. Nel periodo dell'Impero Romano il gioco dei dadi era popolare, sebbene proibito eccetto che durante i Saturnalia. Le infrazioni però erano all’ordine del giorno e molte leggi furono create per arginare il fenomeno del gioco. Una di queste leggi diceva che nessuna causa poteva essere intentata da una persona che permetteva il gioco d'azzardo nella sua casa anche se era stata imbrogliata o assalita. I giocatori professionisti erano comuni e alcuni dei loro dadi truccati sono conservati nei musei. È celeberrima la frase "il dado è tratto" (alea iacta est) pronunciata da Gaio Giulio Cesare al momento di oltrepassare con l'esercito il fiume Rubicone per marciare alla volta di Roma e proprio dal nome latino del gioco dei dadi, alea, derivano il termini alea e aleatorio, che stanno a indicare l’imprevedibilità del caso.
Secoli dopo, durante il Medioevo il gioco dei dadi divenne un passatempo comune dei cavalieri ed esistevano sia scuole sia corporazioni di gioco ai dadi. Dopo la caduta del feudalesimo i famosi mercenari tedeschi lanzichenecchi si guadagnarono la fama di maggiori scommettitori della loro epoca.
Nella Divina Commedia Dante menziona il gioco della zara, che si giocava con tre dadi.
E i dadi truccati?

Come per ogni gioco d’azzardo sono stati escogitati molti modi per truccare i dadi. Questi metodi fanno si che alcune combinazioni di numeri siano più frequenti.
Un modo sofisticato è di inserire un serbatoio contenente mercurio al centro del cubo con dei canali capillari che conducono a un altro serbatoio su un lato. Dando dei colpetti sul tavolo con il dado si fa in modo di trasferire il mercurio da un serbatoio all'altro variandone così la disposizione del peso.
Un dado truccato a peso variabile è cavo con all'interno un piccolo peso e una sostanza semisolida con un punto di fusione appena inferiore alla temperatura del corpo umano (di solito si usa della cera). Questo permette al baro di cambiare la posizione del peso respirando su di esso o tenendolo fermamente in pugno, in modo da fondere la cera e far spostare il peso verso il basso, rendendo più probabile l'uscita del risultato sulla faccia opposta. Un tipo meno comune di dado a peso variabile può essere realizzato inserendo un magnete nel dado e incorporando una spira di cavo nel tavolo da gioco: se non viene data corrente il dado rotolerà normalmente, se viene data corrente si incrementerà la probabilità d'uscita di una faccia del dado piuttosto che delle altre.
Sapevate che i dadi si usano anche in informatica?
Le combinazioni numeriche dei dadi sono utilizzate infatti per creare algoritmi in grado di generare sequenze casuali di numeri, in genere per generare password e sistemi di sicurezza.
Veri dadi sono impiegati nel metodo Diceware per generare sequenze casuali di numeri, utilizzati come base per costruire password, passphrase e altre variabili crittografiche.
 
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