giovedì, 25 febbraio 2016

Anomalisa: l’amore e l’apatia ai tempi dello stop motion

di Redazione
Gran premio della Giuria al Festival di Venezia, combatterà agli Oscar con Inside out.

(KIKA) - HOLLYWOOD - Anomalisa è il gioiello in stop motion di Charlie Kaufman e Duke Johnson: pellicola che è riuscita a vincere il Gran premio della Giuria alla passata Mostra di Venezia e che proverà a dar filo da torcere a Inside Out agli Oscar nella categoria Miglior film d’animazione.

Il film racconta l’esistenza di un uomo ordinario, paralizzato dalla routine del suo lavoro e che trova una inattesa via d’uscita dalla disperazione grazie a un casuale incontro con una donna che vive senza grandi aspettative.

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Il lavoro di Kauffman, già regista dell’applauditissimo Se mi lasci ti cancello, appare molto delicato nella valorizzazione dei sentimenti umani, un aspetto non da poco se si considera che gli interpreti di Anomalisa sono delle statuette di plastilina.

Molto suggestiva anche la scelta di dare la stessa voce e lo stesso volto a tutti i personaggi che gravitano attorno a Micheal Stone, il protagonista di Anomalisa, permettendo così allo spettatore di vivere la condizione alienante di Stone.

All’inizio Anomalisa era un’opera per il teatro, si trattava di portare un gioco radiofonico in scena, poi ho scoperto la Sindrome di Fregoli - ovvero la convinzione che tutti gli esseri umani siano la stessa persona - e così ho trovato la chiave di volta per fare un film. Lo stop motion l’ho scelto perché regala una chiave onirica alla storia, le marionette regalano un senso di fragilità e claustrofobia che era essenziale in questa storia”, le parole di Kaufman.

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