martedì, 14 agosto 2012
Il Grande Gatsby in 3D, Di Caprio al lavoro con Luhrman
Tornano sul set l'attore e il regista di Romeo and Juliet
Il primo film vantava due Oscar in bacheca e un cast di star come Robert Redford e Mia Farrow. E’ dunque un’operazione audace quella che vuole di nuovo al cinema Il Grande Gatsby, tratto dal famoso romanzo di Francis Scott Fitzgerald. Audace ma possibile, quando alla regia c’è un esteta come Baz Luhrmann, l’autore di kolossal come Moulin Rouge e Australia, e nel cast nomi altrettanto importanti come Leonardo Di Caprio, Tobey Maguire e Carey Mulligan.

Il nuovo Gatsby, prodotto da Warner Bros e Village Roadshow,  uscirà negli Stati Uniti a Natale e in Italia a gennaio, sarà in 3D e, come due anni fa fece Avatar, il fantasy in 3D di James Cameron,  si prepara a sbancare i botteghini e tutte le cerimonie dei premi.
Il trailer ufficiale ne celebra soprattutto l'impatto visivo: i vividi colori, tipici dei film di  Luhrmann e  i costumi raffinati di quegli anni, nati da una collaborazione fra la designer Catherine Martin e la casa di abbigliamento maschile Brooks Brothers.
E' proprio questa la rivoluzione stilistica di Luhrmann, che utilizza il 3D non per portare lo spettatore in paesaggi fantastici come quelli del mondo di Pandora dell’Avatar di Cameron e nemmeno per rendere più visivamente efficace un film d'azione, ma per raccontare l’estetica di un periodo gaudente e ricercato,  quello che ha dato i natali allo stile Liberty, alle sonorità del Charleston e alle pettinature “a la garçonne”.

Il Grande Gatsby è una storia drammatica ambientata in un periodo dal sapore opposto,  in quell'America degli anni Venti di cui Francis Scott Fitzgerald era un fine cantore. L'America  inebriata dal progresso industriale e dalla ricchezza, gaudente nel proibizionismo e lanciata nel capitalismo, almeno fino al tonfo del '29. New York 1922: il ritmo della citta' è cambiato radicalmente, i palazzi sono piu' alti, le feste piu' sfarzose, la morale piu' libera e i liquori piu' scadenti, l'irrequietezza rasenta l'isteria. In questo clima si svolge la storia, eccitante e drammatica,  del miliardario Jay Gatsby.  Il romanzo icona di quegli anni, pubblicato nel 1925, è un' autobiografia spirituale dello stesso scrittore 'bello e dannato'.

Con un budget si vocifera intorno ai 130 milioni di dollari, Il Grande Gatsby segue la storia dell'aspirante scrittore Carraway che nella primavera del '22 conosce a New York il misterioso milionario Jay Gatsby, che organizza feste nella speranza di avvicinare la donna amata in gioventù, Daisy (interpretata dalla Mulligan) , che nel frattempo ha sposato un uomo ricco e rozzo. Gatsby ne diventerà l'amante ma un incidente d'auto darà una tragica svolta alle loro vite e New York e il mondo dei ricchi che vivono in modo spregiudicato, tra alcol, divertimenti e lusso sfrenato, ne sono  protagonisti quasi quanto gli attori. La tridimensionalità, come si vede dal trailer, ne accentua ancora di più il ruolo. Ma al di là dello sfarzo,  al cuore del romanzo,  e del film, ci sono la solitudine, l'incomunicabilita' e l'indifferenza. E il più  solo di tutti e' proprio Gatsby.

Baz Luhrmann ha raccontato sulle pagine del New York Times che l'idea di realizzare il 'Grande Gatsby' in 3D gli era venuta già una decina di anni fa, mentre era in viaggio sulla Transiberiana dall'Asia verso l'Europa, quando aveva terminato di girare  il musical Moulin Rouge con Nicole Kidman.
Dopo aver ascoltato l'audiolibro del romanzo di Fitzgerald, Luhrmann racconta di aver pensato che nessuna delle pellicole girate in precedenza era stata in grado di disegnare il vero Gatsby, così  aveva deciso di lanciarsi in questa sfida. ''Fitzgerald avrebbe approvato, anche la scelta del 3D – ha spiegato - d'altronde era un modernista, ed è stato sempre influenzato dal cinema. Fitzgerald amava il grande schermo e credeva ardentemente nel potere della settima arte. Non a caso Il grande Gatsby e' stato adattato non meno di quattro volte per il grande schermo. La sua storia supera il tempo e la geografia. Il nostro obiettivo e' quello di rendere giustizia all'abilità narrativa di Fitzgerald e di illuminare le sue grandi idee e la sua umanitàm. Questa è la nostra sfida e la nostra avventura''.

Difficile immaginare un attore più azzeccato di Di Caprio per il ruolo che fu di Robert Redford, affascinante ed elegantissimo in completo beige, panciotto e paglietta gialla in testa.

Francesca Scorcucchi
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