venerdì, 2 novembre 2012
Russell Crowe è l’uomo dai pugni di ferro, e dal cuore d’oro
E' il protagonista di "The Man with the Iron Fists" diretto dal rapper RZA
Il progetto nasce dalla collaborazione che il rapper RZA ha avuto con lo stesso regista di Pulp Fiction quando di Kill Bill: volume 3, ha curato la colonna sonora. : “Poter scrivere ‘Quentin Tarantino presenta’ nei titoli di testa mi ha aiutato a distinguere il mio film dalle centinaia di film simili che vengono realizzati ogni anno”. La trama è semplice: c’è un tesoro, in oro, e molti uomini interessati ad impossessarsene, c’è molto sangue che scorre, coreografie di battaglie, uomini volanti, belle donne e molti duri: “Un po’ di piacere prima degli affari?” chiede Lucy Liu a Russell Crowe. “Voi siete il business, questo è il mio piacere”, risponde Jack Knife, mostrando la sua arma, uno strano coltello in grado di sparare. Il rapper dei Wu-Tang, il cui salto dalla musica al set non è così recente (è stato già diretto da Jim Jarmusch, Ridley Scott, Judd Apatow e Paul Haggis, e ha una parte in "G.I. Joe: Retaliation” in uscita a marzo) è al suo debutto alla regia: “Se sono riuscito a fare questo film lo devo agli amici.

Quentin Tarantino e Eli Roth che mi ha aiutato a trasformare in un copione le idee di kung-fu movie che avevo in testa e poi, certo, Russell Crowe che ha acconsentito ad esserne parte”. Fargli dire di sì non è stato facile, come ammette lo stesso attore australiano: “Non sapevo nulla di questo genere di film, semplicemente pensavo che queste pellicole non fossero una cosa per me. Sì, mi era capitato di vedere qualche film di Bruce Lee, ma non ero interessato.

Eppure Bob (così il premio Oscar chiama l’amico rapper e regista) è riuscito a coinvolgermi, ci siamo incontrati e ha iniziato a raccontare e mi ha fatto incuriosire, ma quello che mi ha fatto decidere è stata soprattutto l’amicizia che è nata fra noi. Mi ha detto: ‘ho davvero bisogno che tu sia nel mio film’ e a quel punto io volevo davvero lavorare con lui”. Del suo personaggio dice: “è un insieme di tante persone, è un soldato della cavalleria, è un prussiano, è Clint Eastwood in Dirty Harry. Questo non è solo un kung fu movie, per me è anche un grande spaghetti western e racconta comunque un pezzetto di storia. Non avevo idea, per esempio, che la Gran Bretagna verso fine Ottocento, avesse inondato la Cina di oppio per poter controllare la popolazione. E’ successo.”

E’ un periodo particolare per la vita dell’attore australiano. E’ di pochi giorni fa infatti la notizia della separazione dalla moglie Danielle Spencer dopo nove anni di matrimonio e due figli. Ed è forse per scordare i dispiaceri famigliari, che Russell Crowe sembra essersi buttato a capofitto nel lavoro: dopo aver partecipato alla favola orientale di RZA, Crowe sarà di nuovo al cinema a Natale con il musical Le Miserables, adattamento del successo di Broadway tratto dal famoso romanzo di Victor Hugo e poi a gennaio sarà il sindaco di New York nel crime movie “Broken City”, accanto a Mark Wahlberg e Catherine Zeta-Jones, mentre proprio in questi giorni è impegnato su due diversi set, quello del fantasy Winter’s Tale, le cui riprese sono state fermate proprio in queste ore a causa del passaggio sulla costa orientale americana dell’uragano Sandy e Noah, il film di Darren Aronofsky (Il cigno nero) che racconta la storia del personaggio biblico di Noe, per entrare nei cui panni Russell Crowe si sta facendo crescere una lunga e incolta barba.

di Francesca Scorcucchi

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