martedì, 13 ottobre 2015

Snowden, Truth, Spotlight: Quando la notizia diventa cinema

di Christian Fusero
Tre nuovi film che raccontano sensazionali storie giornalistiche.

(KIKA) - LOS ANGELES - Quando la notizia diventa cinema. Gli appassionati di film come Tutti gli uomini del presidente o di serie tv come The newsroom avranno di che divertirsi nei prossimi mesi, quando usciranno ben tre film che raccontano sensazionali storie giornalistiche. Tutti e tre raccontano fatti realmente accaduti. Sono Il caso Spotlight, Truth e Snowden.



Il primo ha debuttato al festival di Venezia, dove è stato presentato fuori concorso e il 6 novembre arriverà nei cinema americani, in tempo per la prossima stagione degli Oscar.

Il film racconta di come il Boston Globe portò alla luce lo scandalo dei preti pedofili nel 2002. Un fatto che scosse sino alle fondamenta l’intero apparato della chiesa cattolica americana. Il film, diretto da Tom McCarthy vede nel cast Michael Keaton, Mark Ruffalo, Liev Schreiber, Rachel McAdams e Stanley Tucci.

La storia portata sulle pagine del Boston Globe valse il premio Pulitzer: in un anno di investigazioni del “team Spotlight” fu portato allo scoperto uno scandalo enorme. Per decenni i vertici della chiesa cattolica americana avevano cercato di nascondere centinaia di casi di pedofilia. Alla fine saranno 800 i preti accusati, oltre mille le vittime. La vicenda racconta l’inchiesta sin dagli inizi, quando arriva alla direzione del giornale Marty Baron (interpretato da Liev Schreiber). Sarà lui a dare il via libera alla squadra composta da Walter «Robby» Robinson (Michael Keaton), Sacha Pfeiffer (Rachel McAdams) e Michael Rezendes, interpretato da Mark Ruffalo che, di dichiarata fede cattolica, dice: “Vorrei che il Papa vedesse il nostro film e che lo vedesse come un’opportunità per risarcire le vittime e curare le loro sofferenze”. Il film porta al cinema un caso di quel giornalismo investigativo che è sempre stato il fiore all’occhiello della cultura americana ma che negli ultimi anni ha perso forza. “Vittima dei tagli di spesa – spiega il regista – Il film vuole essere un richiamo a quel tipo di giornalismo, che va scomparendo. Oggi si punta al titolone e mai all’approfondimento. Eppure sono queste le inchieste che hanno reso grande il nostro paese e garantito la sopravvivenza della democrazia”.



Agli antipodi è invece la storia raccontata in Truth, che sarà il film di apertura della Festa del Cinema di Roma. Se Spotlight racconta un successo del giornalismo investigativo, il film di James Vanderbilt (lo sceneggiatore di Zodiac alla sua prima esperienza direttoriale) ne racconta invece un caso controverso, che costò il posto di lavoro all’anchor man di CBS Dan Rather e alla producer Mary Mapes. L’8 settembre 2004 la popolare trasmissione 60 Minutes mandò in onda un servizio che mostrava quattro memorandum dell’ufficiale capo di George W. Bush negli anni ’70. Secondo il memoriale l’ex presidente degli Stati Uniti entrò a far parte del corpo della Guardia Nazionale per evitare la guerra in Vietnam. Quella denuncia suscitò un vespaio di polemiche e l’autenticità del memorandum venne messa in discussione.

Per dieci giorni CBS tentò di difendere la sua inchiesta, ma poi si arrese e si scusò. La Mapes, che ammise di aver mentito sull’autenticità della sua fonte, venne licenziata e Rather si dimise. Ora quella vicenda è raccontata nel film che vede Robert Redford nei panni di Dan Rather e Cate Blanchett nel ruolo di Mary Mapes, dal cui libro, Truth and Duty: The Press, the President and the Privilege of Power, la storia è tratta. Il film stesso ha suscitato un mare di polemiche, con CBS che accusa i produttori di aver calcato la mano su una vicenda non del tutto chiarita.



Infine c’è un terzo progetto che porta alla luce un altro fatto di cronaca giornalistica. E’ Snowden, il film di Oliver Stone che racconta la vicenda dell’ ex tecnico della NSA e della CIA che ha deciso di rivelare i dettagli di un massivo programma di sorveglianza, una sorta di grande fratello, messo a punto dai governi di Stati Uniti d'America e Gran Bretagna.  Joseph Gordon-Levitt interpreta Snowden in questa storia già raccontata nel documentario di Laura Poitras Citizen Four, premio Oscar lo scorso anno. La versione di Stone è tratta da due libri: The Snowden Files di Luke Harding e Time of the Octopus di Anatoly Kucherena.

Doveva arrivare nelle sale a Natale ma l’uscita è stata rinviata al 2016. Snowden raccontò delle trame dei governi americano e britannico al giornalista del Guardian Glenn Greenwald e alla filmaker Laura Poitras. Era il 2013 quando i due reporters volarono a Hong Kong, dove Citizen Four - questo il soprannome che Snowden si era dato per sfuggire ai controlli - si era rifugiato. All’età di 29 anni era già l’uomo più ricercato del mondo. Dato lo slittamento al prossimo anno il film perderà l’occasione di concorrere a questa edizione degli Oscar ma Oliver Stone, che di Oscar ne ha già tre (per Midnight Express, Platoon e Nato il 4 luglio) preferisce avere il tempo di perfezionare.

GUARDA ANCHE IL TRAILER ITALIANO DI HOTEL TRANSYLVANIA 2

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Video di Sony Pictures Animation


 

 

 

 

 

 
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