Interviste
 
Il protagonista di Breaking Bad ora al cinema con Need for speed
“Ho avuto fan di sette anni per Breaking Bad, quando mi chiedono una foto e mi dicono ‘Da grande voglio diventare come te!’, inizio a preoccuparmi. Spero si riferiscano alla mia carriera d’attore, non a quella di chimico della droga. E mi verrebbe da dir loro: i tuoi genitori sono pazzi, fuori di testa a farti vedere certe cose in tv!”.

Aaron Paul che per sei stagioni è stato Jessie nella popolarissima serie tv Breaking Bad, parla di quella esperienza, che gli ha dato la popolarità e del suo prossimo film, Need for Speed, tratto dal famoso omonimo videogioco.

La cosa curiosa è che Need for Speed è anche uno dei tanti nomiglioli che vengono dati alla metanfetamina, la droga che i due protagonisti producevano in Breaking Bad.

“Curioso vero? Dev’essere per questo che mi hanno preso.”, scherza Paul. Diretto da  Scott Waugh, stuntman reinventato regista, Need for Speed racconta di un pilota di auto da corsa che possiede un garage clandestino in cui modifica auto costose per renderle più veloci e competitive. Verrà incastrato e finirà in prigione in seguito all’assassinio del suo migliore amico, durante una corsa. Uscito dal carcere cercherà la sua vendetta.

La mia prima reazione quando ho visto il copione è stata: ecco, un altro Fast & Furious, ma l'ho voluto leggere lo stesso e alla fine ho deciso che questo era un’altra cosa.

Cosa c’è di diverso?

Che qui corriamo davvero. Scott aveva un'idea molto particolare di come realizzare il film, voleva fare delle reali corse in auto, niente green screen,  nessuna bugia al pubblico,  voleva che il pubblico sapesse che quello che vedeva era accaduto realmente. Il regista è voluto tornare indietro nel tempo, ai classici degli anni Sessanta e Settanta, ai car-culture film, quelli con Steve McQueen.

E si è riguardato quei film?

Sì, il mio preferito è Bullit.

E’ vero che tutto il cast ha preso lezioni di guida?

Sì, è stato divertente.

Cosa ha imparato a fare?

A fermarmi esattamente in un punto, a girare a 360 gradi l’auto con un colpo di freno a mano.

Le piace la velocità.

Prima mi piaceva ma adesso mi piace molto di più.

Non ha avuto paura?

All’inizio un po’ sì. Il zig-zag nel traffico mi spaventava. Finché ero concentrato andava tutto bene, poi mi capitava di pensare: sto andando a 200 chilometri l'ora! E mi spaventavo. Io dovevo seguire la macchina davanti a me che aveva la cinepresa montata sopra. Era una Porche, velocissima, la seguivo e avevo questi pensieri, ‘sto andando così veloce, loro stanno andando così veloce!’. Ma alla fine ce l'ho fatta, senza grossi problemi.

Che auto guida nella vita reale?

Una Shelby Cobra del 1965. Non è l’originale. Non me la posso permettere, ma è comunque una macchina super. Ho rimorchiato mia moglie con quella.

(l’attore è sposato con l’attrice e regista Lauren Parsekian, n.d.r.).

L’espediente ha funzionato fin troppo bene.

Avevo comprato l'auto e dovevo andare a ritirarla a Las Vegas e ho chiesto a mia moglie (che non era ancora mia moglie), di venire con me a Las Vegas, saremmo volati laggiù e tornati con l'auto nuova, e così abbiamo fatto. E' stato in realtà un viaggio molto bello. Abbiamo passato una notte divertente (e innocente) a Las Vegas e il giorno dopo siamo tornati a Los Angeles.

E poi vi siete sposati.

Un po’ dopo, ma quella è un’altra storia.

Non troppo lontana nel tempo. Lei si è sposato lo scorso maggio.

E’ ancora meno che sono tornato dal viaggio di nozze alle Maldive.

Bello?

Un posto fantastico. Si nuotava in mezzo a diecimila pesciolini. Un vero paradiso.

Cosa fa nel tempo libero a parte snorkeling in viaggio di nozze?

Snowboard. Sto imparando, mia moglie è bravissima. Io invece sono pigro, il mio passatempo preferito è il divano.

Scommettiamo però che non ha poi così tanto tempo libero.

No, Breaking Bad fortunatamente mi ha aperto moltissime porte. Oltre a questo ho altri tre film in uscita.

Uno di questi è Non buttiamoci giù, tratto dal romanzo di Nick Hornby.


E’ la storia di quattro persone che si ritrovano sul tetto di un palazzo la notte dell’ultimo dell’anno. Tutte e quattro hanno un piano: mettere fine alla propria misera esistenza buttandosi di sotto. Sembra una storia triste, in realtà è una dark-comedy, piena di battute divertenti.

E poi ci sarà Exodus, di Ridley Scott.

Abbiamo appena finito di girare.

Dica la verità,  con Need for Speed si è sentito un po’ come Steve McQueen?

Lui era un'icona, non ho voluto essere lui, ho cercato di essere me stesso ma, devo essere onesto, a fare questo film sì, mi sono sentito figo. Ho imparato a fare cose, ad agire con un certo sangue freddo. Quando dicevano azione iniziavo a fare i 180 e mi fermavo davanti alla telecamera. E’ stato divertente e mi sono sentito molto “cool”.
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