Interviste
 
In The imitation game Benedict Cumberbatch è il matematico che decifrò il codice Enigma
Arriva al cinema la figura di Alan Turing, pioniere del computer, che durante la Seconda Guerra Mondiale aiutò gli alleati a decifrare i codici nazisti e che poi si suicidò a causa delle persecuzioni per la sua omosessualità.

Turing è il protagonista di The Imitation Game che a Toronto ha vinto il premio del pubblico al Festival di Toronto, appena concluso nella città canadese.

Diretto dal regista norvegese Morten Tyldum, il film (in Italia arriverà a novembre) è interpretato da Benedict Cumberbatch nei panni di Alan Turing e vede Keira Knightley in quelli della matematica Joan Clarke.

Il premio a Toronto è di buon auspicio: lo scorso anno il film prodotto da Brad Pitt, 12 anni schiavo vinse lo stesso riconoscimento e, qualche mese dopo, ottenne l’Oscar al miglior film.  Benedict Cumberbatch aveva fatto parte del cast di 12 anni schiavo, anch’esso basato su una storia vera, così come era successo per Il Quinto potere, dove ha interpretato Julian Assange, il fondatore di Wikileaks.

Ama interpretare personaggi reali e conosciuti?

E’ questo il punto. Alan Turin è uno sconosciuto rispetto alla fama che dovrebbe avere, non è nei libri di storia ma ha fatto la storia. Era una figura politica e scientifica molto importante, ma la sua storia è stata fatta passare sotto silenzio.

Quindi anche lei lo ha conosciuto con questo film?

Avevo visto una piece teatrale su di lui, ma ho imparato molto con questo film. Era uno scienziato, ma era anche un atleta ed era gay, e questo allora non era accettato. Poi balbettava, era stato affidato ad un orfanotrofio durante la prima infanzia. Conobbe i genitori a quattro anni, quando questi tornarono dall’India e furono scioccati dallo scoprire che il loro bambino balbettava. Questo fatto lo isolò e rese la comunicazione così importante per lui. Poi incontrò Christopher, un uomo che lo capiva e di cui si innamorò e lo introdusse al mondo della comunicazione attraverso i codici segreti. Sì, ho imparato molto su di lui. Ho imparato che cercò di sopperire con la passione per il lavoro i problemi personali e sentimentali.

Per i suoi orientamenti sessuali fu perseguitato.

L’Inghilterra vittoriana non era un luogo particolarmente liberale.

I suoi guai cominciarono quando ospitò in casa sua un ragazzotto che lo derubò.  Turing sporse denuncia per furto ed entrambi furono condannati per atti indecenti.

Per evitare il carcere scelse la castrazione chimica.  La sua fu una vita crudele ma mai si atteggiò da vittima, anche quando alla fine decise di morire. Si suicidò con il cianuro ma fece in modo che la morte sembrasse naturale, lo fece per sua madre. Per risparmiarle il dolore e anche perché non voleva sentirsi un martire, non ha mai mostrato le sue sofferenze. Fu davvero un eroe, un eroe vero, che quasi nessuno conosce.

Turing fu un pioniere dell’informatica. Si devono a lui gli studi che portarono alla realizzazione dei primi computer. Lei come se la cava con la tecnologia?

Abbastanza bene, anche se, come tutti ho alcuni momenti di frustrazione davanti a un computer che non collabora. Ecco, mi piacerebbe avere una conoscenza tale da creare tecnologia anziché solo usufruirne. Come fece Turing.

Ci sono molte voci di Oscar intorno a questo film. Ci terrebbe?

La tintoria mi ha appena ritornato lo smocking dalla scorsa stagione dei premi. Scherzi a parte, essere candidato sarebbe fantastico certo, ma direi che è davvero un po’ presto per fare previsioni e sperare. Penso che ora sia più importante creare dibattito intorno alla figura di Turing, Vorrei che il mondo lo conoscesse finalmente.
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