Interviste
 
È appena uscito Fantasticherie di un passeggiatore solitario, di cui è protagonista.
Prima la passerella, poi il teatro e oggi il cinema: Angelique Cavallari è un’artista a tutto tondo ma il suo più grande amore, ci racconta, è la recitazione. L’abbiamo incontrata in occasione dell’uscita del suo ultimo film, “Fantasticherie di un passeggiatore solitario”, opera prima del giovane regista Paolo Gaudio, nelle sale italiane dal 26 novembre.

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La presentazione a Roma del suo ultimo film l’ha allontanata per qualche giorno dalla sua città, Parigi, proprio nelle ore in cui accadevano i terribili attacchi terroristici, lo scorso 13 novembre.

Nel nostro incontro abbiamo parlato di questo, della sua vita personale, e della magia onirica della sua ultima interpretazione.

Il film, realizzato parzialmente in stop motion, racconta il fil rouge che unisce tre personaggi viventi in tre epoche diverse: ad accomunarli ci sono il desiderio di correggere i propri errori e un piccolo capolavoro di letteratura.

In Fantasticherie di un passeggiatore solitario Angelique interpreta la moglie di Jean Jaques Renau, uno scrittore ispirato a Rousseau. Io sono la sua musa e interpreto una donna molto fragile, sensibile”.



Come si è preparata per la parte?
“Ho pensato all’acqua, che può essere molto pura ma anche impetuosa. Nel film sono una moglie dolce e assertiva ma a un certo punto succede qualcosa che mi trasforma in un’ossessione per lo scrittore”.

Cosa l’ha colpita del progetto?
“Ho incontrato il regista Paolo Gaudio e con lui c’è stata subito una buona intesa. Credo sia un progetto unico come il mio personaggio, etereo molto forte e intenso allo stesso tempo”.

Se potesse scegliere adesso un ruolo da interpretare, quale sarebbe?
"Mi piacerebbe interpretare ruole intensi, eorine passate e contemporanee che hanno fatto la storia, caratteri forti e al tempo stesso fragili.

Madre francese, padre italiano, con tante esperienze di lavoro all’estero. Da artista internazionale, cosa pensa che manchi al nostro cinema negli ultimi anni?
“Penso che al nostro cinema non manchi nulla. L’unica cosa è che in Italia i finanziamenti per i film sono molto più ristretti. Per il resto, abbiamo un immaginario visionario, una storia di cinema, le persone scrivono in maniera molto bella. È un grande tesoro, forse dovrebbe essere sostenuto un po’ di più”.

Nei giorni dell’assalto a Parigi lei era in Italia, ma ora è tornata a casa, nella sua Parigi. Com’è stato il rientro?

Conosco il Bataclan, ho amici che abitano lì. Sono molto solidale con i parenti, delle vittime, con la Francia intera. Quando accadono queste cose sei scosso dentro. Dopo la strage di Charlie Hebdo ho visto le persone desiderose di continuare a vivere normalmente, per resistere al terrore. Spero sia così anche questa volta.".

 

 

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