martedì, 31 maggio 2016

Anne Hathaway torna nei panni della Principessa Bianca

di Tiziano Marino
L'attrice ci svela il suo sogno nel cassetto: "Lavorare con..."

Sei anni dopo l’Alice nel Paese delle Meraviglie di Tim Burton, Anne Hathaway torna a indossare i panni della Principessa Bianca nel sequel ispirato al romanzo di Lewis Carroll nel 1871, Alice attraverso lo Specchio, diretto questa volta dall’inglese James Bobin, mentre Burton ne ha fatto parte nella veste di produttore. La nuova Alice, ventenne – interpretata ancora una volta da Mia Wasikowska –, deve fare ora i conti con Tempo (Sacha Baron Cohen) in un viaggio inatteso che la metterà di fronte a nuove e sempre difficili prove da superare. Lo stesso viaggio però, ha dovuto farlo, nella realtà, anche l’ex star de Il Diavolo veste Prada.

Per un attore, interpretare un personaggio a distanza di anni è in fondo lo stesso viaggio nel tempo?

"Esatto. La cosa che più mi eccitava era la volontà di mettere in risalto come la Principessa Bianca non fosse in realtà una ragazza perfetta. Nel primo film è così dolce e amorevole, in questo è costretta a mostrare tutta la sua umanità. Come tutti noi, ha un passato e a causa di questo passato si sente in colpa, prova vergogna, ha moltissimi rimpianti. Ero davvero in fibrillazione quando mi hanno detto che avrei dovuto mostrare questo suo aspetto. Anche perché alla fine, nonostante gli errori, tutti possono essere perdonati."

Come già dimostrato in passato, quello della principessa è un ruolo che le calza a pennello…

"Quando ho girato Pretty Princess e Principe Azzurro cercasi (dove interpretava la principessa Amelia “Mia” Thermopolis, ndr) tutti sostenevano che dovessi in qualche modo essere un modello per i ragazzi più giovani. Personalmente però, questa cosa non mi è mai passata per la testa, non m’interessa e non è il motivo per cui faccio film. Non voglio essere d’esempio, voglio fare buoni film. Voglio che le persone si sentano connesse con il mio lavoro, sia che vadano al cinema sia che si rilassino a casa sul divano con la famiglia."

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Quando ha letto per la prima volta le fiabe di Lewis Carroll?

"Tardi, dopo aver letto Lolita e dopo aver scoperto che Nabokov (l’autore di Lolita, ndr) si era ispirato ad Alice nel Paese delle Meraviglie per scrivere il suo romanzo. Per questo ho deciso di leggerlo. La cosa che più mi ha colpito è stata la visione della pazzia che ha Carroll, la capacità di vedere il mondo in maniera leggermente diversa ma, nonostante questo, sentirsi connesso alla realtà. Mi sono sentita finalmente “a casa”, mentre prima di allora avevo come la sensazione di essere isolata."

Le fiabe sono fatte di sogni, qual è il suo sogno nel cassetto?

"Mi piacerebbe molto lavorare con Quentin Tarantino. Adoro il modo in cui vede le donne, sarebbe un vero privilegio per me essere una delle sue eroine!"

Qual è l’aspetto che le piace di più di Alice attraverso lo Specchio?

"Ad un certo punto Alice si sveglia e si ritrova in un ospedale psichiatrico, quella scena mi ha fatto piangere. Si trova lì, sul quel lettino di un manicomio, solo per il fatto di avere una fervida immaginazione. Per calmarla, invece che darle ascolto, cercano di somministrarle dei farmaci. Lei non ci sta, combatte con l’infermiere incaricato della puntura riuscendo a “vendicarsi”. Sono molto orgogliosa che la Disney abbia il coraggio di fare delle scene di questo tipo."

Cosa vuol dire essere una donna a Hollywood?

"Vuol dire sfatare una volta per tutte il mito della giovinezza. Non è vero che una donna invecchiando perda forza e bellezza. Io mi sento molto più “potente” ora, con gli anni che passano che non a vent’anni. E sono stufa di essere costretta a dover pensare al contrario. Da sola, però, non posso cambiare le cose. Lo chiedo anche a voi giornalisti di aiutarci in questo senso."

Nel film c’è un’altra donna con un ruolo molto importante, è la Regina Rossa, interpretata da Helena Bonam Carter, che rapporto ha con lei?

"È una delle persone che più amo in assoluto. Il mondo è un posto migliore anche grazie a lei! Ha molto coraggio in tutto ciò che fa, è aperta e amichevole, fresca nel vero senso della parola, ed è anche vulnerabile. La ammiro molto."

Gli abiti che indossa nel film sono da mille e una notte.

"Penso che siano state le creazioni di Colleen Atwood (la costumista, tre volte premio Oscar, ndr) a dar vita al mio personaggio. L’abito non farà il monaco ma quando indossavo quegli abiti ariosi pensavo: “Ah, eccola lì! La Principessa Bianca!”.

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