Interviste
 
Grazie alla sua interpretazione è stato candidato all'Oscar.
Non ha vinto il premio Oscar come miglior attore protagonista, ma c'è andato molto vicino.

Stiamo parlando di Benedict Cumberbatch e della sua interpretazione di Alan Turing, il protagonista di The Imitation Game candidato a ben 8 premi Oscar.

Diretto dal regista norvegese Morten Tyldum, nel cast c'è anche Keira Knightley nei panni della matematica Joan Clarke.

Non è la prima volta che Cumberbatch porta sul grande schermo un personaggio realmente esistito. Era già successo  con 12 anni schiavo, e con Quinto potere, dove ha interpretato Julian Assange, il fondatore di Wikileaks.



Ama interpretare personaggi reali e conosciuti?

E’ questo il punto. Alan Turing è uno sconosciuto rispetto alla fama che dovrebbe avere, non è nei libri di storia ma ha fatto la storia. Era una figura politica e scientifica molto importante, ma la sua storia è stata fatta passare sotto silenzio.

Quindi anche lei lo ha conosciuto con questo film?

Avevo visto una pièce teatrale su di lui, ma ho imparato molto con questo film. Era uno scienziato, ma era anche un atleta ed era gay, e questo allora non era accettato. Poi balbettava, era stato affidato ad un orfanotrofio durante la prima infanzia. Conobbe i genitori a quattro anni, quando questi tornarono dall’India e furono scioccati dallo scoprire che il loro bambino balbettava. Questo fatto lo isolò e rese la comunicazione così importante per lui. Poi incontrò Christopher, un uomo che lo capiva e di cui si innamorò e lo introdusse al mondo della comunicazione attraverso i codici segreti. Sì, ho imparato molto su di lui. Ho imparato che cercò di sopperire con la passione per il lavoro i problemi personali e sentimentali.

Per i suoi orientamenti sessuali fu perseguitato.

L’Inghilterra vittoriana non era un luogo particolarmente liberale.

I suoi guai cominciarono quando ospitò in casa sua un ragazzotto che lo derubò. Turing sporse denuncia per furto ed entrambi furono condannati per atti indecenti.

Per evitare il carcere scelse la castrazione chimica. La sua fu una vita crudele ma mai si atteggiò da vittima, anche quando alla fine decise di morire. Si suicidò con il cianuro ma fece in modo che la morte sembrasse naturale, lo fece per sua madre. Per risparmiarle il dolore e anche perché non voleva sentirsi un martire, non ha mai mostrato le sue sofferenze. Fu davvero un eroe, un eroe vero, che quasi nessuno conosce.



Turing fu un pioniere dellinformatica. Si devono a lui gli studi che portarono alla realizzazione dei primi computer. Lei come se la cava con la tecnologia?

Abbastanza bene, anche se, come tutti ho alcuni momenti di frustrazione davanti a un computer che non collabora. Ecco, mi piacerebbe avere una conoscenza tale da creare tecnologia anziché solo usufruirne. Come fece Turing.

 

 

 

 

 

 

 

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