Interviste
 
L'attore australiano racconta così la sua esperienza sul set di Heart of Seas.
(KIKA) - LOS ANGELES - Chris Hemsworth, dopo l'esperienza di Rush, è tornato a lavorare insieme al regista vincitore di due premi Oscar Ron Howard, per raccontare sul grande schermo la storia che ispirò Herman Melville per il suo Moby Dick.

Nel film Heart of Seas, tratto dal romanzo Nel cuore dell'oceano - La vera storia della baleniera Essex, scritto da Nathaniel Philbrick nel 2000, l'attore considerato, nel 2014, da People il più sexy dell’anno, interpreta i panni di Owen Chase, primo ufficiale della baleniera Essex, che naufragò nell'Oceano dopo lo scontro con un branco di capodogli.



L'attore australiano, noto per aver dato il volto, e i muscoli a Thor, questa volta ha dovuto, per esigenze di copione, dimagrire notevolmente, tanto che il regista ha paragonato il suo impegno a quello di Tom Hanks, anche lui sottoposto a un notevole dimagrimento in Cast Away.

Hemsworth ha così replicato al regista: "Se devo scegliere tra il bene del film e il mio, scelgo quello del film. In questo senso forse siamo simili: lavoriamo entrambi per il pubblico. Non c’è altro modo per fare bene questo mestiere, altrimenti alla fine ci si ritrova da soli sul palco".



D'altronde è stato lui a proporre a Howard la sceneggiatura di Heart of Seas: "Quando ho letto la sceneggiatura, sono corso da Ron. E lui ha deciso di farne un film in costume, ma che sembra ambientato ai giorni nostri".

Lavorare in mare aperto non è stato sempre agevole: "Abbiamo avuto molte difficoltà. È anche capitato di dover abbandonare il set in fretta e furia perché durante un temporale stava crollando tutto. Ma un po’ di sano dolore ci ha aiutato a essere più credibili".

In cosa Heart of Seas differisce dagli altri film su Moby Dick?

"Non è solo la storia di un uomo contro la natura, ma della lotta uomo contro uomo. È più simile a King Kong che allo Squalo, per intenderci. Non c’è un mostro assassino, ma persone che per interesse spingono un animale in un angolo costringendolo a reagire".



In qualche modo si sente simile al personaggio di Owen Chase?

"L'Owen che abbiamo portato sul grande schermo è un uomo enormemente ambizioso, che è la sua migliore e insieme peggior qualità. È per colpa della sua voglia di uccidere la balena che la nave viene affondata, ma è sempre grazie al suo coraggio che molti riescono a salvarsi dopo essere stati naufraghi per così tanto tempo. Non si arrende di fronte alle difficoltà. Non credo sia un eroe, gli estremi della sua personalità rappresentano sia il bene che il male in lui. Mi identifico con li in qualche modo, quando ero più giovane anche io avevo questo fuoco di voler provare a tutti i costi quanto valevo. Adesso però non ce l’ho più, cerco soprattutto di divertirmi in quello che faccio".



Dimagrire non è stato certo una passeggiata: "La dieta che il cast ha sostenuto per recitare i giorni sperduti in mare è già famosa… Quando ho cominciato il film pesavo circa cento chili, alla fine delle riprese stavo sugli ottanta scarsi. E’ stata una dieta difficile da affrontare, abbiamo iniziato con circa tremila calorie al giorno per scendere gradualmente e finire con quattrocento. Non la raccomanderei, non è stato divertente. La parte più difficile però è stata ricominciare a nutrirmi in maniera normale, ci sono volute settimane perché il mio corpo ricominciasse ad accettare ogni alimento".

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La pellicola arriverà nelle sale italiane dal prossimo 3 dicembre.

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