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Doppiatore, showman, rapper: quante anime ha Vito Ventura?


Accumula milioni di views su Facebook con i suoi Shaday, divertenti episodi freestyle che pubblica settimanalmente, ha migliaia di follower su YouTube dove ha totalizzato un record di visualizzazioni, (il video girato alla Lavanderia Ramone, una serata come tante, insieme a Ensi e Fred de Palma, è il video italiano di freestyle più visto di sempre). Eppure non ha usato mezzi termini nel suo nuovo album Clownstrofobia per criticare la piega distorta di certe piattaforme social.

Il nuovo album di Shade, rapper torinese al suo esordio in casa Warner, è così: ironico e sincero. La novità, ci racconta in un’intervista, è che dopo il primo Mirabilansia, uscito l’anno scorso, in cui è si è concentrato soprattutto sulla perfezione tecnica e linguistica, ha sentito il bisogno di aggiungere qualcosa in più, qualcosa di più profondo che parlasse anche di lui, e della sua vita. “Me ne sono capitate tante – ci svela sorridendo – e penso che il modo migliore per raccontare la realtà sia quello della risata. Non a caso il mio film preferito è La vita è bella".

Ma veniamo all’album, 12 brani che fanno sorridere e commuovere, un po’ come la vita, appunto. Ci sono pezzi dedicati a una persona ammalata e alla maschera che occorre indossare se le si vuole regalare un sorriso (Patch Adams), alla ex bipolare (Stronza Bipolare) o “alla ragazza che sui social cerca di conquistarti ma poi scopri che è minorenne” (Seventeen Idol).

C’è anche un brano che si chiama Netflix. Sei serte tv-addicted?
“Assolutamente. Quando è arrivata Netflix in Italia ne stavo seguendo 200 insieme… La mia preferita in assoluto è Twin Peaks e non vedo l’ora che ritorni. E poi Narcos, il protagonista è bravissimo”.

Quando hai iniziato a rappare?
“Ho iniziato a fare freestyle seriamente nel 2005, ma è dalle elementari che scrivo testi. Poi ho iniziato a fare gare in tutta Italia, mi pagavo il biglietto del treno, dormivo nelle stazioni, facevo un lavoro che odiavo. È stato un periodo molto difficile”.

E la tua famiglia?
“Dopo le superiori ho iniziato l’università ma frequentavo solo perché mi piaceva una ragazza…Poi ho iniziato a lavorare e ho fatto di tutto, dal sociale all’impiegato, al commesso. Ma non ho mai mollato, e quando ho vinto la seconda edizione di Mtv Spit 2013 è stata un grande soddisfazione”.

Cosa ricordi di quel periodo? Non deve essere stato facile.
“Penso tantissimo ai momenti bui, ci sono ancora adesso ma è diverso. Prima pensavo di non avere fatto nulla e la famiglia che ti pressa affinché “tu costruisca un futuro”. Come glielo spieghi che da grande vuoi fare il doppiatore? Solo quando mi hanno visto in tv mi hanno iniziato a prendere sul serio. Prima Colorado, poi Zelig… Allora hanno iniziato a dire: “Ah, quindi non raccontava cazzate”.

Quando è nata la passione per il doppiaggio?
“Mentre guardavo Mrs Doubtfire e all’inizio Robin Williams sta dando la voce a un uccellino. “Ho pensato: è bellissimo!”. Quindi direi che l’amore per il doppiaggio è nato prima, anche se poi l’ho accantonato”.

Sulla tua pagina Facebook pubblichi ogni settimana gli Shaday, eventi divertenti di Freestyle con Brian De Pama, nei tuoi pezzi però si critico verso i social. Qual è il tuo rapporto con la rete?
“Uso il web per diffondere la mia musica ma molti utenti lo usano per nutrire il loro ego, io non sono una web star, forse l’unica cosa che mi rende tale solo i numeri che riesco a totalizzare in rete, le visualizzazioni”.

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