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Dopo Una notte da leoni, una commedia On the road: "Un film scritto attorno a me"
LOS ANGELES – Quest’estate Hollywood ha prodotto tre film il cui successo era strettamente legato agli allori del passato. I risultati però sono stati altalenanti. Jurassic World è andato benissimo al botteghino, Terminator Genysis invece è stato un disastro. Il terzo è Vacation, sequel di un successo della comicità anni Ottanta: National Lampoon Vacation. In suolo americano il film, interpretato da Ed Helms (il dentista tatuato della fortunata saga Una Notte da Leoni) e Christina Applegate, non è andato molto bene, subendo la concorrenza di un gigante come Mission Impossible, ma ora spera di rifarsi sul mercato internazionale, in Italia arriverà il 12 agosto.

La pellicola pesca a piene mani dall’umorismo e dalla commedia fisica in voga una trentina di anni fa. Gli autori e registi John Francis Dailey e Mark Goldstein non hanno avuto paura di esagerare: “Abbiamo aggiunto un pizzico di spregiudicatezza a quel tipo di commedia, osando anche a rischio di urtare il pubblico più sensibile”. E infatti il cosiddetto toilet humor, già presente nel film originale, qui raggiunge livelli pericolosi.

Come nel primo film, al centro della narrazione c’è una famiglia in viaggio attraverso gli Stati Uniti a bordo di un improbabile furgoncino blu di costruzione albanese, destinazione: il parco giochi Walley World, a più di quattromila chilometri di distanza. Il filo conduttore che tiene unito il film è un’infinita serie di imprevisti, dai quali Rusty Griswold e i suoi usciranno sempre in modo rocambolesco e ridicolo. Il centro di quasi tutte le gag è Helms, piacevole conferma nel firmamento dei comici contemporanei: “Tecnicamente si tratta del sequel di National Lampoon’s vacation del 1983, in realtà questo film farà storia a sé. – dice - Abbiamo comunque voluto che gli attori della prima versione, Chevy Chase e Beverly D’Angelo, interpretassero i miei genitori, per dare continuità alla storia”.



A chi si è ispirato per interpretare il personaggio di Rusty?
I miei idoli sono proprio Chavy (Chase ndr), Eddie Murphy e Dan Akroyd. Li ho sempre considerati dei veri eroi, posso tranquillamente dire che hanno influenzato tutta la mia carriera”.

Lei è così divertente anche nella vita di tutti i giorni?
"No, direi che non sono più simpatico dell’uomo della porta accanto. Proprio per questo adoro fare commedie, recitare è un’opportunità per essere qualcuno che in realtà non sono. Ho un buon istinto nel capire cosa è divertente, ma fare film è sempre un lavoro di squadra".

Qual è stata la peggior vacanza che lai abbia fatto nella sua vita?

"Sono il minore di tre fratelli, ricordo che quando ero ragazzino facevamo un sacco di vacanze “on the road” con i nostri genitori. Una volta abbiamo volato fino a Denver e poi abbiamo affittato una macchina. I miei hanno guidato verso ovest per due settimane, i paesaggi erano bellissimi: alberi, Canyon e montagne, ma oltre a guardare quelli, per noi ragazzi non c’era altro da fare. Migliaia di chilometri osservando fuori dal finestrino, ci annoiavamo tantissimo. A un certo punto mio fratello ha avuto un’idea: ci siamo messi a scaldare i chicchi d’uva sui vetri, per veder se potevamo creare la resina. Non ci siamo riusciti, ma potete immaginare in che stato erano i sedili dopo qualche ora!"



Basta davvero una vacanza a riunire una famiglia?

Il film racconta di un viaggio che un padre pieno di buone intenzioni e piuttosto imbranato, vuole regalare alle persone che ama: sua moglie e i suoi due figli. Rusty è convinto che questo li riavvicinerà, lungo il tragitto però si rendono conto che quello che conta veramente è l’affetto che li lega l’uno all’altro”.

L’impressione è che ci sia un’altra chiave di lettura, oltre a quella comica.

Sicuramente, questa è una storia sull’importanza della famiglia e dell’unione al suo interno. Quello che emerge, la loro arma segreta, è la capacità di volersi bene, restando sempre uno accanto all’altro anche nei momenti di grande difficoltà”.

In questo personaggio lei appare decisamente a suo agio, come mai?

I ragazzi hanno scritto questo film sapendo che lo avrei interpretato io. Per me è stato molto semplice, ci abbiamo anche lavorato insieme per un paio di mesi prima di iniziare le riprese e al primo ciak il personaggio di Rusty mi calzava a pennello”.

Qual è la sua scena preferita?

“In generale mi sono divertito molto girando. Se dovessi scegliere, direi che la scena in cui Rusty e sua moglie Debbie cenano in compagnia della sorella di lui e del compagno (interpretati da Chris Hemsworth e Leslie Mann, n.d.r.), è stata sicuramente la più spassosa. Sapevo che erano tutti bravi attori, ma quando ho scoperto che Hemsworth oltre a essere bellissimo è anche simpatico ci sono rimasto un po’ male: non è solo stupendo, è divertente”.

Rusty e Debbie sono la coppia perfetta?

“In un certo senso sì, sono una coppia reale. Hanno dei problemi di comunicazione all’inizio della storia, ma cercano di venirne a capo. Nonostante tutto sono fatti l’uno per l’altra e questo è uno degli aspetti affascinanti del film”.

Considera questo film un passo avanti rispetto alla saga di Una notte da leoni?
“Ogni cosa nuova nella vita è un passo avanti. Questo film per me è un’ottima cosa, mentre in Una notte da leoni eravamo una squadra, qui ho un ruolo da protagonista, è stato molto stimolante”.

A proposito di vacanze, lei è stato in Italia?

“Sì, diverse volte. Ci sono cose stupende da voi, per esempio Siena con le sue contrade, c’è tanta di quella tradizione che ogni volta resto a bocca aperta. Spero che il pubblico italiano capisca il nostro umorismo, siete un popolo così pieno di storia e di gradi artisti, ne sarei onorato”.

MATTEO GHIDONI



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