mercoledì, 13 settembre 2017

Elisa si racconta per i vent’anni della sua carriera

di Redazione
Due decenni con l'artista friulana, 4 concerti tutti diversi e un inedito regalo ai fan...


VERONA - Elisa Toffoli, in arte Elisa, ha scelto la cornice dell'Arena di Verona per festeggiare i suoi primi 20 anni di carriera. Quattro concerti, i prossimi saranno il 15 e 16 settembre, tutti diversi e tutti con il pubblico delle grandi occasioni. Dalla Nannini alla Vanoni, da Gino Paoli a Giorgia e ancora Emma, Giuliano Sangiorgi e Loredana Bertè hanno deciso di accompagnare la cantante in queste celebrazioni. Sono molti infatti gli artisti che ammirano la cantante, un talento di casa nostra apprezzato anche all'estero, e che hanno deciso di celebrare con lei quest’avventura che racconterà i suoi vent’anni anni di musica. È sudata, stremata, ma i suoi occhi traboccano gioia e gli echi degli applausi del pubblico ancora risuonano tra le antiche mura veronesi. Ci accoglie nel suo camerino, con una disponibilità che non si ci aspetta da grandi star come lei ed è solo la prima sorpresa.

 

. Complimenti per lo show. È stato come se lo aspettava?

E:“Ho perso la cognizione del tempo. Mi hanno detto che è durato circa tre ore! Pensa che questo doveva essere il più breve di tutti, quindi non so quanto potranno durare gli altri!”



 

D: Ben quattro date sold out. 48.000 spettatori, un bel traguardo!

E: “Eh sì. In realtà quando mi hanno proposto di fare tre/quattro date all’Arena ero un po’ scettica, ma alla fine sono davvero contenta del risultato”.

 

D: Ti va di raccontarci come hai preparato gli show?

E: “Diciamo che è partito tutto a novembre, dove si è deciso di farli. Non essendo questa una tournée, non potevo essere io l’unico produttore artistico. Patrick Warren, Gianluca e Alessandro Cadario mi hanno aiutata in tutto. In più ho un coro, lo stesso che ha cantato in ‘Ivy’ e che ha vinto il premio di ‘Miglior coro giovanile’”.

 

D: Contenta del risultato? Nel bene o nel male?

E: “Sicuramente si. Nel bene c’è l’emozione di vedere con me degli amici, dei colleghi e degli artisti che stimo tantissimo. Dall’altra parte, che è quello che mi ha fatto anche sbagliare, è che è un’emozione molto diversa. La mia emotività è particolare: in tutta la prima fase sono stata molto attenta a tutto, super meticolosa, poi però arriva un momento in cui mi lascio totalmente andare e cambio completamente atteggiamento. E quello che succede, succede! Poi l’Arena è un posto magico in cui non sai mai fino alla fine quello che succede. E’ il bello della musica”.

 

D: Stasera ha presentato il suo nuovo singolo ‘Ogni Istante’, che ha scritto anche in inglese, cosa può dirci sull’album d’inediti?

E: Ogni Istante nasce in inglese e la gente mi ha ispirata a scriverla, soprattutto un gruppo di fUn (Elisa chiama i suoi fan FUN) che sono ormai amici. L’ho scritta quasi un anno fa e sapevo che volevo suonarla durante questo concerto. Lavorare contemporaneamente al live e all’album non era possibile. E per questo devo ringraziare la mia nuova casa discografica che mi ha dato tempo per lavorare al mio nuovo disco nel migliore dei modi. Quindi abbiamo deciso di spostare l’uscita dell’album. E sarà la musica stessa a decidere quando sarò pronta. Ma, di solito, sono molto fortunata e la musica mi è amica!”



D: Ci dice quali sono stati i passaggi più importanti dei suoi 20 anni di carriera?

E: “Sicuramente all’inizio è stato fondamentale che ci sia stata una casa discografica a volermi e a concedermi di cantare in inglese. I primi due album andarono benissimo, avevo 21 anni, e mi ritrovai a fare un tour di successo. Poi ci fu un momento preciso in cui mi resi conto di avere una passione enorme e, anche se le cose non stavano andando benissimo, a me non interessava. Mi sentivo come se fossi in una missione che mi spingeva ad andare avanti e a tenere sempre i denti stretti. Poi la vittoria del Festival di Sanremo con ‘Luce’. Un anno importantissimo per me, quello del successo mediatico."

 

D: Ci sono state canzoni che negli ultimi tempi l’hanno colpita?

E: “Si. Internet ha stravolto la concezione di fare musica. Oggi c’è molta più libertà e spontaneità rispetto al passato. Sto parlando di Gali, di Calcutta, dei The Giornalist, delle Luci della Centrale Elettrica ma anche Brunori Sas che, anche se alcuni di loro ci sono da più temo, non hanno mai avuto lo stesso successo di oggi. E credo che sia merito del web.”



D: Oggi conta ancora registrare in modo tradizionale o ormai è tutto su internet?

E: “Penso di sì. La nostra soglia di attenzione è più bassa. Non tutti sono disposti e possono andare in profondità nelle cose. E questo è più un contro che un pro. Io ascoltavo sicuramente i dischi in un altro modo e con un’attenzione diversa. Ma oggi ormai è cambiato tutto. Per esempio, quanti messaggi ricevevi nel ’99 e quanti ne ricevi oggi in un’ora? A quanti di questi devi per forza rispondere? Quante volte controlli Instagram o Facebook? Metti insieme tutti questi minuti e dimmi quanto tempo ti rimane. Oggi bisogna essere molto più multitasking di ieri ed è normale che tutti sia cambiato, anche nei confronti della musica”.

 

D: Lo show all’Arena se lo è dedicata o lo dedica a qualcuno in particolare?

E: “È troppo per me. L’unico modo per cui posso e voglio celebrare la musica è attraverso la condivisione.”

 

D: Qual è la canzone che più l’emoziona?

E: “Diciamo che è stata un’emozione continua di vari livelli. Ma sicuramente cantare ‘Almeno Tu Nell’Universo’ con Loredana Berté mi ha davvero travolto.”

Di Daniele Ruggiero

 

 



 

 
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