Interviste
 
L'attore australiano al cinema con Storia di una ladra di libri
Storia di una ladra di libri, ora al cinema in Italia è uno dei numerosi film del 2014 a trattare il tema del nazismo. Il primo è stato The Monument Men, di George Clooney, l’ultimo sarà Fury che uscirà a dicembre e vedrà protagonista Brad Pitt.

Diretto dall'inglese Brian Percival, racconta la storia di una ragazzina, adottata da una famiglia che nasconde nello scantinato un ebreo ed è tratto dall’omonimo romanzo di  Markus Zusak che ha venduto in tutto il mondo oltre sette milioni di copie.

Vede protagonisti Sophie Nélisse  Emily Watson e Geoffrey Rush, attore di talento che ha dalla sua un record. E’ stato il primo australiano ad aver vinto un Oscar (nel 1996 per Shine).

In Storia di una ladra di libri Rush interpreta Hans Hubermann,  il padre adottivo di Liesel (Sophie Nélisse), uno di quegli uomini ordinari che si sono ritrovati eroi in situazioni straordinarie.

Storia di una ladra di libri ha però una particolarità, come spiega Geoffrey Rush: “Nel nostro film i nazisti non sono trattati come stereotipi, abbiamo voluto tenere presente il fatto che tanti tedeschi hanno fatto loro l’ideologia nazista per convenienza e non per convinzione, perché era l’unica cosa da fare al momento se non si voleva rischiare. Mi sembra importante rappresentare anche quella parte, un pò meno malata di quella società.

Signor Rush, aveva letto il libro da cui il film è tratto?

No, ho letto prima il copione e poi mi sono precipitato in libreria per trovare il libro, per poi scoprire che mia figlia ne sapeva molto più di me. Infatti una mattina a colazione mi disse: “Papà ho visto il copione di Storia di una ladra di libri sulla tua scrivania, farai quel film? L’abbiamo letto a scuola e quel libro ha cambiato le nostre vite”. Mi sono sentito fiero di mia figlia.

Lei lo ha mai rubato un libro?

Avevo diciassette anni nel ’68. Come potevo non atteggiarmi da hippy, dovevo anche io sfidare il sistema, e quindi, certo, ho rubato un libro. Era il libro di una biblioteca, i testi della musica di Cole Porter, un libro favoloso che costava una fortuna, non me lo potevo permettere, me lo sono preso.

Questo film racconta una bella storia d’amore fra un padre e una figlia adottiva. Lei cosa deve ai suoi genitori?
Il fatto di aver creduto in me. Mia madre mi ha sempre incoraggiato attraverso la mia carriera d’attore, anche agli inizi, quando altre madri avrebbero consigliato di fare qualcosa che permettesse di  portare a casa uno stipendio sicuro.

Se potesse usare la macchina del tempo farebbe una visita all’Europa della Seconda Guerra Mondiale?

Mi interesserebbe andare più indietro. Andrei nella Londra di Elisabetta I. Munito di una mascherina in viso, una scatola di antibiotici e dell’acqua imbottigliata.

Questo film commuove in più di una occasione,  quand’è stata l’ultima volta che ha versato lacrime al cinema?

Quando Adele cammina sulla strada, nella scena finale del film La vita di Adele.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Ultime in Interviste
News correlate