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L'icona del cinema americano parla del suo ritorno in Star Wars, il risveglio della forza.

"Quando, a sorpresa, mi hanno chiesto di tornare e di fare parte di questo film non ho esitato: mi è parsa un'ottima idea: la trama mi ha subito colpito e parlando con J.J, Abrams ho capito che il film era nelle mani giuste e che condividevamo la stessa visione. Poi sono un attore e amo ancora recitare. In più l'idea di tornare di nuovo a giocare con questi giocattoli dopo così tanti anni mi affascinava. E' stato molto appagante ed è sempre eccitante lavorare a un progetto per cui il pubblico ha sviluppato un appetito così vorace e a cui devo così tanto."

Parola di Harrison Ford, uno degli attori universalmente più conosciuti, proprio grazie a ruoli come quello di Indiana Jones, come il poliziotto di Blade Runner come l'indimenticabile Ian Solo, il pirata spaziale di Guerre Stellari, tornato sugli schermi di tutto il mondo con il settimo episodio della saga creata da George Lucas, "Star Wars, il risveglio della forza".

Cosa è cambiato da allora a oggi?

Sono cambiate così tante cose che pare non sia quasi cambiato nulla. Certo, ci sono differenze, anche grandi, soprattutto a livello tecnologico e di atmosfera. Noi eravamo degli speranzosi dilettanti, eravamo tutti giovani e non sapevamo cosa sarebbe accaduto. Non sapevamo se il pubblico avrebbe apprezzato o meno l'idea di Lucas. Eravamo tutti entusiasti ma certo non immaginavamo che il film e la saga sarebbero diventati una pietra miliare del cinema e che a oltre trent'anni di distanza avremmo fatto un nuovo episodio.



Quindi la differenza maggiore è l'aspetto tecnico?

E' un aspetto sicuramente importante, ma le differenze sono davvero infinite, poi però alla fine si tratta sempre di andare su un set e recitare le proprie battute in modo convincente. Tutto quello che c'è intorno cambia, ma alla fine la recitazione è interazione fra gli attori, e il resto, il contorno, non conta molto.



E cosa ha provato quando è tornato sul set?

Mi sono molto emozionato: è stato come tornare a casa, tornare in famiglia. Mi ha fatto sentire molto bene. Ho provato anche il peso della responsabilità, sono cosciente del valore che il pubblico ha dato negli anni ai primi film e a cosa rappresentano. Quei personaggi per molti sono diventati compagni di vita. Ora altre generazioni potranno avvicinarcisi e credo ci sia un valore importante in tutto questo. E' un piccolo mistero cosa sia accaduto con Star Wars, ma è stato molto gratificante farne parte e lo è tuttora.



Lei è uno degli attori più riconoscibili e noti al mondo, le manca non avere vinto un Oscar?

Non sono l'unico a non averlo vinto e ho fatto le mie scelte. Sono scelte che rifarei esattamente nello stesso modo, anche oggi. Il mio dovere da attore è dare il massimo per contribuire al successo di un film e qualche volta ci sono riuscito. A chi nella carriera poi capita di avere una serie di ruoli così inconici? Sono appagato e soddisfatto così, questi film mi hanno permesso di vivere la mia vita liberamente e di affrontarla con serenità.
In famiglia cosa dicono? Sono fieri di lei?
Non più del solito. I miei figli non pensano che io sia uno figo, e non sono nemmeno impressionati dal fatto che torni in Star Wars. Se ne fregano e credo che più che altro siano più impressionati dal fatto che ancora qualcuno mi faccia lavorare.

 

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