giovedì, 18 agosto 2016

Helen Mirren: “Le donne in guerra valgono quanto gli uomini”

di Christian Fusero
L'attrice presenta così Eye in The Sky, film sulla guerra dei droni diretto da Gavin Hood.
(KIKA) - LOS ANGELES - A Helen Mirren piacciono i film di spionaggio o comunque i thriller. Anche il prossimo in uscita in Italia il 25 agosto, Eye in The Sky, Il diritto di uccidere, non si allontana da questo genere. La premio Oscar per The Queen dà il volto al colonnello Katherine Powell, comandante che deve occuparsi di un’operazione segreta con i droni in Kenya. Il film, quindi, è molto attuale e per la 71enne è stata un’opportunità di avere un ruolo di guerra:

"Alle donne non viene chiesto molto spesso, di sicuro non di essere un comandante. Penso che il genere di film di guerra sia molto importante, dà un’esperienza viscerale di qualcosa che altrimenti il 99 per cento di noi non potrebbe sperimentare. È stato molto interessante poter dare al pubblico la vera sensazione di quello che comporterebbe un certo tipo di guerra".

In effetti è raro vedere una donna in un ruolo come questo.

"Ovviamente, la mia parte all’inizio era stata scritta per un uomo. I piloti di droni, comunque, sono in gran parte donne perché le loro dita si muovono rapidamente e altrettanto rapidamente riescono a reagire. È solo di recente, almeno relativamente, che alle donne è stato permesso di combattere al fronte e quindi è normale che film storici sul Vietnam o la guerra di Corea parlino solo di uomini, magari con qualche infermiera donna".

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Ha dovuto fare molte ricerche?

"Certo, naturalmente ho passato del tempo con un combattente che restava sul set quasi tutto il tempo. Non sono però riuscita a parlare con un comandante donna e penso che sarebbe stato interessante. Dovevo comunque farmi un’idea di chi era questa donna, da dove veniva, perché era arrivata a quel punto, quali erano le sue qualità. Non penso, comunque, che le donne siano meglio degli uomini in questo ruolo, ma neanche peggio. Gli esseri umani commettono errori, li facciamo tutti e prendiamo decisioni sbagliate".

Aveva conoscenze, prima, riguardo a questo genere di guerra?

"No, onestamente non conoscevo questo tipo di attacchi moderni. Penso che si svolgeranno sempre più così, in futuro, saranno sempre più diretti a un certo bersaglio. È meglio o peggio? Non lo so. Il film, comunque, mi ha aperto gli occhi su come funzionano queste cose. Le ricerche sono state molto accurate. Non dà, però, risposte allo spettatore ma gli pone delle domande. La gente deve lasciare la sala chiedendosi che cosa farebbe in quella situazione".

Insomma, è un film particolarmente serio e impegnato.

"Sì, ed è proprio questo il tipo di film che mi piace. Anche se sarò presto in Fast and Furious 8, ma quello è divertente e va bene così. Ho sempre amato guidare, così ho detto che l’avrei fatto se mi avessero permesso di pilotare un’auto. I film sono fantastici e possono diventare tante cose diverse, non voglio voltare la schiena a nessun tipo di film, li amo tutti e anche andare a vederli. Mi piacciono i film seri, quelli stranieri e quelli divertenti, basta che siano ben fatti e con buone sceneggiature. È questa la cosa più importante".

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Video di MaddalenaCorvaglia/Instagram
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