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"Mi spiace, non dirò molto, solo che Superman non muore alla fine".
L'aspetto è quello di un delinquentello di periferia: fisico scolpito, tatuaggi, abbigliamento casual. Zach Snyder, sotto il look del duro, nasconde però  un talento da regista che gli è riconosciuto dal gota di Hollywood, anche se con Superman dovrà provare di non averlo perso e di poterlo convogliare in un deciso successo al botteghino dopo i tentennamenti dei suoi ultimi film.  L'impresa che si è scelto non è tra le più semplici: rifare Superman.

L'ultimo tentativo è stato un mezzo disastro ed è stato uno dei pochi supereroi che non ha visto un seguito al film originale, senza parlare della maledizione di Superman, che vede attori e registi perseguitati dal un fato particolarmente maligno e beffardo, ma lui, Snyder è di quei registi che non hanno paura di rischiare e che sono pronti a gettarsi a mare con una pietra al collo pur di non intaccare la visione che hanno nella loro testa di come dovrebbe essere il loro film. Sono un manipolo e Snyder è uno di questi: vedremo. Le poche scene che ci hanno mostrato sono sicuramente di buon  auspicio, ma il responso finale toccherà al pubblico e la misura del suo talento sarà espresso dai numeri al botteghino.

Lui è molto sicuro di se stesso, quasi arrogante, sicuramente non modesto o insicuro, insomma, almeno in apparenza.

Mi spiace ma non dirò molto, voglio che la gente vada al cinema non conoscendo già tutti i particolari. Mi piace che il pubblico si sorprenda, sennò che gusto c'e' ad andare a vedere un film di cui si conosce già tutto?

Va bene, ma come finisce?

Superman non muore...
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