Interviste
 
Ecco cosa ci ha raccontato l'attrice più spassosa, spontanea e irriverente di Hollywood.
Jennifer Lawrence arriva quando Josh Hutcherson sta ancora parlando. Lei sarà infatti la mia intervista successiva. Si siede, ascolta per un po’ il collega, poi irrompe con il più sonoro e sbracato sbadiglio che bocca umana (non coperta da alcuna mano) possa emettere. “Oh scusate! Mi è venuto così, non ci ho proprio pensato!”.



Io rido, Josh, un po’ piccato, dice “E’ la terza volta che quando io parlo davanti alla stampa tu sbadigli sguaiatamente!”. Lei: “Giuro non l’ho fatto apposta! Se la cosa ti può far stare un po’ meglio ti dico che mi è venuto assolutamente naturale”. E Josh: “Meglio? Anzi, è peggio"!



Jennifer Lawrence è la ragazza più spassosa, spontanea, irriverente (a metà intervista le scappa persino una bestemmia, nemmeno se ne accorge e io certo non glielo faccio notare) con cui l’ambiente, affatto spontaneo, di Hollywood abbia mai avuto a che fare.

L’intervista con Josh finisce così, con lo sbadiglio di JLaw: impossibile riprendere il filo del discorso e poi, diciamocelo francamente, ormai non vedevo l’ora di ascoltare cosa mi avrebbe detto lei, fra uno sbadiglio e l’altro.

Saluto Josh e mi avvicino a lei. E’ intenta a smanettare con l’Iphone. “Scusi eh, ma in questo momento c’è una persona che sta facendo la valigia per me. Oggi è una giornata pazzesca, sarà per quello che sono stanca e sbadiglio. Da qui vado direttamente all’aeroporto e non voglio che mi venga messo l’arriccia-capelli sbagliato nella valigia”.

In attesa che finisca con i suoi messaggi mi concentro sulla prima parte di Mockinjay, ultimo capitolo della saga di Hunger Games, che ha attratto milioni di giovani lettori prima, con i romanzi di Suzanne Collins e milioni di spettatori poi, al cinema.



Alla fine della prima parte avevamo lasciato Peta/Josh legato ad un letto d’ospedale, ormai impazzito per essere stato prigioniero, torturato e drogato, dal Presidente Snow e dal suo entourage. Avevamo anche lasciato Katniss/Jennifer quasi morta. Peta, le cui capacità mentali erano state obnubilate dalla droga somministratagli dagli uomini della Capitale, l’aveva assalita, presa per il collo e quasi uccisa. La prima parte di Mockinjay era stato un capitolo interlocutorio nel racconto: Katniss era stata convinta a farsi simbolo della rivolta. Se prima agisce con poca convinzione, poi cambia atteggiamento.

Katnis cambia, vero?

Vero. Prima Katniss agisce per salvare la sorella e se stessa poi capisce che c’è una missione più importante ed è quella di aiutare per realizzare un possibile futuro migliore Se dovessi descriverla con un aggettivo (cosa che non devo fare perché non me lo ha chiesto) credo che questo aggettivo sia intorpidita. Ad un certo punto non le importa più se vivrà o morirà, sa di dover fare qualcosa per cambiare le cose.



Corre tantissimo Katniss… stancante interpretarla?
Si, mi sono stancata parecchio, chi siamo stancati tutti e quando eravamo stanchi io e Josh litigavamo. Era una costante. La peggiore è stata la scena dell’acqua.

Ho letto che è quasi annegata.

Ah sì, l’ho sentito anche io. Ora vi racconto come è nata questa storia. E’ il collega Wes (Chatman n.d.r.) che è quasi annegato. Per un qualche tipo di incidente è stato trattenuto sott’acqua dalla sua controfigura e a momenti ci lasciava la pelle.

Probabilmente però per qualche vostro collega la notizia così non abbastanza interessante. ‘Certo – avrà pensato - sarebbe molto più interessante se ad annegare fosse stata Jennifer’. E’ come se avessi davanti ai miei occhi la catena dei passaparola: ‘Chi è Wes?’ , ‘No, niente, volevo dire: Jennifer Lawrence stava per annegare!’.



E a lei davvero non è capitato niente?

C’è una scena con il fuoco in cui mi sono trovata piuttosto in difficoltà. Mi avevano segnato un percorso che dovevo fare, avevano marcato gli alberi. Nella scena, alcuni alberi sarebbero dovuti esplodere, prendere fuoco mentre io ci passavo attraverso. Ad un certo punto ho perso l’orientamento, non trovavo più i segni, per un attimo mi sono vista intrappolata fra il fuoco. E’ stato piuttosto spaventoso.

Siamo alla fine della saga ed è il momento di tirare le somme: quel’è secondo lei l’eredità che Hunger Games lascerà?

Credo che se c’è un messaggio, questo è che la guerra è una catastrofe per tutti, vinti ma anche vincitori. Non è possibile separare gli eroi dalle conseguenze della guerra.

S’ interrompe e mi dice: “Mio Dio come suono melodrammatica, vero”? Poi riprende:

Quello che voglio dire è che vediamo tante guerre in tv ma non ci sentiamo coinvolti più di tanto, perché è sono in tv, sono lontane. Mi auguro che un film come questo aiuti i giovani a pensare: puoi lottare per la libertà e un governo migliore, puoi essere dalla parte dei giusti ma ciò non significa che le tue azioni, la guerra, non abbiano conseguenze.



Parte del successo di Hunger Games è dovuto al triangolo amoroso. Che finalmente si risolverà.

Devo dire che sta storia del triangolo mi ha un po’ infastidito all’inizio. Questi ragazzi sono costretti a crescere in un mondo in cui non c’è tempo per queste cose, per le cotte, non c’è tempo per il primo bacio, devono focalizzarsi sulla mera sopravvivenza. Una realtà così differente dalla nostra, di questa parte del mondo. Ci sono però davvero luoghi in cui il primo bacio è un lusso.

Le mancheranno Liam e Josh ? Rimarrete in contatto?

Tipo organizzazione di una riunione annuale degli ex Hunger gamers? No, non è il caso. Ci sentiamo praticamente tutti i giorni e siamo spesso insieme, ogni volta che siamo nella stessa città ci vediamo. Poi, sì, certo un po’ di tristezza c’è stata, perché ci mancherà l’atmosfera del set. Il momento dei saluti è stato piuttosto malinconico, ma, quanto a noi tre, continueremo a vederci, siamo amici.

Avete fatto qualcosa di speciale per ricordare il periodo?

Ci ho provato, ho portato Liam a fare un tatuaggio. Dovevamo farlo insieme ma lui si è tirato indietro. Lui sostiene che non ne sapeva niente, che non lo avevo avvertito. Ora, devo ammettere che l’ho preso un po’ alla sprovvista. Resta il fatto che io mi sono fatta il tatuaggio e lui no.

Il tatuaggio di cui parla è il simbolo chimico dell’acqua, H2o, che Jennifer si è fatta tatuare, tra l’altro con un errore – il 2 infatti è più alto delle lettere - sulla mano destra.

 

A proposito di tatuaggi, conosco fan che si sono fatti tatuare Katniss in qualche parte del corpo.

Oh sì anch’io! Ho visto la mia faccia tatuata sul polpaccio di un ragazzo e, mio Dio, sembravo una fattona!

Cosa ne pensa di certe iniziative dei fan?

Semplicemente ammiro la loro dedizione.

E’ vero che sta scrivendo una commedia con Amy Shumer?

Sì, è vero. E’ quasi finita. Saremo due sorelle. Separate dalla famiglia. E’ un copione molto serio e drammatico. E’ un po’ che ci lavoro, mi piace davvero scrivere, ho scritto già parecchie sceneggiature ma questa è la prima che qualcuno vedrà realizzata in un film.

Pensa che fra vent’anni vedremo il remake di Hunger Games?

Non lo penso. Ne sono sicura. Probabilmente lo scriveremo io ed Amy Shumer.

Se l’è portato via un souvenir dal set?

Ho tenuto un paio di frecce. Quelle rosse.

Guarda il trailer di Hunger Games Il Canto della rivolta parte 2
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