Interviste
 
''Dai, adesso state un po' zitti, sto parlando io".
Subito dopo Charlize sullo stesso divano si siede Kristen Stewart, in arte Biancaneve, anche se in una versione ben lontana dallo stereotipo conosciuto a tutti. Si scambiano una battuta, un abbraccio, una risata. Sono decisamente due donne diverse, ma entrambe condividono un grande fascino.


Dunque, Kirsten, quale e' stata la prima impressione che ha avuto di Charlize?
E' una stronza. (ride). No, scherzi a parte, ero molto intimidita quando l'ho incontrata. E' una delle ragioni principali per cui ho deciso di fare questo film. E' straordinaria come attrice e la rispetto come donna.Mi piaceva la sceneggiatura e tutto cio' che circondava questo film, ma il pilastro centrale era lei. Ricordo che quando l'ho conosciuta ho reagito dicendole: "Oh, wow! Tu sei matta". E' davvero simpatica, veloce, e certo, richiede un sacco di attenzioni e non si può evitare di metterle gli occhi addosso quando entra in una stanza. E' una grande.

Un sacco di gente pensa la stessa cosa di lei, e sarebbe intimidita nel conoscerla.

Davvero?

Beh, un sacco di gente giovane.

Quella e' una cosa diversa, lei è speciale. Ha qualcosa di speciale. Ripeto, un sacco di gente pensa che anche lei sia speciale. Twilight l'ha resa un'icona, Può capire le sensazioni del pubblico?

Si, perchè certe cose sono mostrate in una certa maniera e diventano qualcosa di più. Non mi soprende, anche io ho avuto esperienze simili. Tu idealizzi qualcosa, e diventa un'altra cosa, cambia nella tua testa e così proietti la tua idea di quella cosa o persona in quella che è la realtà, e allora diventa una cosa strana e diversa, perchè poi c'è la persona reale di fronte a te. Ho avuto questa esperienza un paio di volte con attori con i quali ho lavorato. Certe volte questi sono all'altezza delle tue aspettative, altre ti deludono.

Ci sono diverse versioni di noi stessi e io sono stata modellata, sono stata plasmata per diventare questa persona che tutti conoscono, sono stata messa su un piedistallo e mi hanno fatto brillare, mi hanno messo una luce sotto e mi hanno fatto splendere e tutti si sono stupiti di quanto brillassi ma non ero io, era la luce sotto. Quindi si', capisco benissimo.

Suppongo che conoscesse Biancaneve.

Non tanto, ho visto il film da bambina, poi ovviamente l'ho riguardato di recente. Ma il mio film Disney preferito era Il libro della Giungla.


La sua vita potrebbe essere considerata una favola, no?

Sì, è strano essere qui a parlarne, ma se la mia vita mi pare stupefacente, non posso credere di viverla, mi sento così bene, beh, sì è una versione ideale di cosa dovrebbe essere una favola, quindi la risposta è sì. Allo stesso tempo però le favole sono molto varie, hanno molti personaggi, mischiano tanti destini e quindi non so cosa mi succederà in futuro, non tutte le favole hanno un lieto fine per tutti.

Ovviamente il suo successo le è costato molto caro in termini di vita personale e di privacy. Il prezzo è stato giusto?

Sì, credo sia valsa la pena di rinunciare anche solo all'idea di andare a comprare il sapone da sola, anche se vorrei farlo davvero tanto.

Che idea ha lei del principe azzurro? Charlize ne ha una molto particolare...

Non lo so, non ce l'ho, non ci penso. Credo che per certe persone si percepisca che possa essercene uno, ma non penso ci siano regole, sennò la vita sarebbe davvero molto più facile da affrontare.Crede nel lieto fine?

E' possibile, sì, voglio dire, ragazza fortunata chi puo' affermarlo. Ci sono tante persone, non ragazzini, adulti che comunque continuano a crederci, che credono che se non capita, se non incontri il principe azzurro non sei completo, hai vissuto la tua vita solo a metà. Io mi ritengo fortunata in questo, sono forte, non ho bisogno di favole per vivere felice.

Quale e' stata la cosa piu' bella che un ragazzo ha fatto per lei?

Non lo so...

Migliore appuntamento?

Daiiii, non lo so, su per favore, non lo so.


Vabbeh, la bellezza è potere per lei?
E' una cosa che fa un po' paura, ci sono persone, persone molto belle, che usano la loro bellezza come un'arma. Ma se le guardi con gli occhi sbagliati, o meglio: se le guardi con gli occhi giusti, queste persone sono grottescamente brutte. Credo che tutto dipenda da chi sta guardando chi, e di quanto sei capace a ingannare e sfruttare gli altri e di quanto gli altri siano capaci di sfruttare te.
La bellezza è un potere, sì per Biancaneve. Le è stato detto di giocarsi quella carta e lei lo fa, ma alla fine la bellezza c'entra solo marginalmente, lei lo fa perché ha forza di carattere.
E' una di quelle cose basiche, assolutamente veritiere.. E' come dire "cosa è destinato a durare?" non è la bellezza, ovviamente, credo che la cosa veramente bella di Biancaneve è la sua capacita di vedere che anche in un personaggio odioso come quello di Charlize si nasconde della bellezza, c'è qualcosa che gli altri non possono vedere.

Intorno a noi cresce un brusio, fastidioso, di fondo, nell'ambiente molto grande in cui ci troviamo.

Colleghi stranieri che attendono il loro turno o hanno terminato le loro interviste, agenti, addetti stampa, qualcuno che mangia al buffet. Faccio fatica ad ascoltare le sue parole e la cosa infastidisce anche lei. Provo gentilmente a zittire la stanza, ma con un risultato a dir poco temporaneo. Guardo lei: "Son certo che se gli gridasse qualcosa lei la smetterebbero subito di fare casino". Mi osserva, sotto il suo look dark, sorride imbarazzata ma anche complice, alza la testa, si guarda in giro, fa come per prendere fiato e aprire la bocca, poi la testa si abbassa. Sono io a zittire nuovamente, ma per poco, la stanza.

Cosa le interessa di più negli esseri umani che la circondano?

L'onestà, ma non l'onestà oggettiva, assoluta. C'è un modo per essere onesti con sensibilità e con l'anima e c'è un modo di essere onesti solo con gli occhi.

C'e' qualche verità dunque che non le piacerebbe ascoltare?

Forse sì, ma non significa che non le voglia ascoltare. Sono assolutamente ossessionata dalla verità.

Sembra che lei sia molto preoccupata di cosa pensa la gente di lei. Mi pare ci tenga molto a precisare, sottolineare, come se avesse paura di essere fraintesa. Sbaglio?

Non lo so, non ci penso, cioè, sicuramente mi preoccupo degli altri, ma non so se così come dice lei. Sono molto cosciente di come è fatta la gente e mi piace essere molto precisa in quello che dico, spiegarmi con chiarezza.

Ha paura che la gente scriva, pensi, cose brutte di lei?

Prima non ho detto niente perché temevo che alzarmi e urlare “shut the fuck up” avrebbe potuto offendere queste persone. Un'uscita così potrebbe essere facilmente fraintesa, senza dire che uno può leggere o non leggere certi giornali, ma se vedi un'attrice che si alza e insulta tutti per avere silenzio.
Non voglio sicuramente essere fraintesa, e, per onestà, certo, non voglio finire sui giornali come la pazza che urla e cerca attenzioni.

Sarà, ma secondo me avrebbe dovuto farlo. Biancaneve, da bambina innocente si trasforma in una donna molto forte, ci si riconosce?

Si, ho 21 anni. Credo che la cosa interessante di questa favola sia il fatto che non è propriamente la storia di un'adolescente che si confronta un poco alla volta con l'età adulta. E' la storia di una diciottenne che non ha mai avuto esperienza di vita reale, è completamente innocente e fresca. Non è un'adolescente con le sue zone grigie, il più delle volte mi sono sentita una bambina. Interpretarla non ha voluto dire interpretare la sua crescita, la sua evoluzione nell'età adulta, ma interpretare la presa di coscienza delle armi che ha. Biancaneve è forte abbastanza da utilizzarle e queste armi, che sono la luce che c'è in lei, le sue intuizioni, la sua impulsività.

E ci sono punti in comune tra voi?

Credo di si. In parte. Crescendo non ho mai provato la sensazione di passaggio non ho mai pensato "Ecco, sto diventando adulta", le cose alla fine sono più facili di quanto sembri e il più delle volte ti ritrovi cresciuta senza lo stress di sentirti crescere.
Cosa ho in comune con lei è il diventare un po' più grande e a mio agio in me stessa ma no, non ho mai pensato: "Ora sono una donna, sono un'adulta".Il rumore di fondo sale di nuovo, impossibile ignorarlo, la guardo come a dire, dai, alzati e zittiscili. Ricambia lo sguardo e il sorriso questa volta e' solo complice. Stessa sequenza di prima, ma questa volta le ginocchia si flettono, si alza un poco dal divano e per un attimo si lascia andare e a voce alta, con tono fermo: "Su, silenzio per favore". Non lo shut the fuck up che ipotizzava, ma sicuramente un passo avanti rispetto a prima.

Visto? Non va meglio ora? Le dico, nel silenzio assoluto.

Si', aveva ragione, mi ha fatto sentire molto bene, mi sento sollevata, dovrò farlo più spesso.

Ultima domanda, poi la lascio andare. Si sente più una guerriera o una damigella in pericolo?

Nella vita vera? Probabilmente la seconda, una damigella in pericolo.

Andrea Carugati
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