lunedì, 16 maggio 2016

Marco Carta: vado sull’Isola per promuovere il disco. Ma poi…

di Massimo Rosi
Il cantante uscito dal talent Amici si racconta dopo l'esperienza del reality di Canale 5.
È appena tornato dall'Isola dei Famosi Marco Carta, e già non riesce a stare fermo un attimo: il nuovo album “Come il mondo” è in uscita il 27 maggio. Lo abbiamo incontrato a Milano durante una intervista promozionale e Marco sembra un uomo cambiato. Cambiato dalla povertà che ha avuto modo di vedere in Honduras, di cui ci parla quasi come prima cosa.

"Devo confessarlo, andare all'Isola è servito per promuovere il disco, sono sincero. Non immaginavo che l'Isola potesse darmi così tanta forza e farmi capire di essere già molto forte e sensibile, ma viceversa anche così poco autonomo. Mi sono mancate molto le persone cardine della mia vita e mi sono reso conto di avere a fianco dei veri angeli custodi".

È un Marco nuovo quello seduto al mio fianco, più cresciuto, più consapevole e più forte, come afferma lui stesso.

"Sono cambiato, ma in positivo. Ho acquisito maggiore consapevolezza: il disco parla di profondità, comunica il bisogno di farsi sentire e parla al mondo in questo momento storico. Dall'Isola ho imparato a capire di quante cose belle siamo circondati. Per esempio mi è mancato molto il frigorifero, anche se ora sono diventato dipendente dal cocco, per cui mi vedrete sfasciare noci di cocco sul balcone...".

Il nuovo disco, Come il mondo, prende il titolo da uno dei track inclusi, che parla di cose negative. Ma il mondo è "pieno di cose belle": non è un caso che Come il mondo sia capitato ora, come afferma lo stesso Marco, "e sono contento".

"Noi percepiamo la povertà in modo edulcorato, in Honduras c'è una povertà assoluta, ho dato perfino soldi ai bambini, una cifra ridicola per noi che per loro significa molto. La cosa che mi ha colpito di più è che nonostante le difficoltà loro hanno sempre il sorriso sulla bocca".

Ci sono tante, troppe grandi differenze tra ricchezza e povertà e in futuro Marco ha detto che si impegnerà in qualche missione umanitaria.



Quale sarebbe secondo te la musica dell'Isola dei Famosi?

"La musica dell'Isola la vedo come una ballad molto triste, sto cercando di immaginarla e posso sbagliare: sull'Isola puoi ricrederti in fretta".

Come mai triste?

"Perché all'inizio ho preso male la situazione. Ho sempre detto che il problema che avrei avuto sarebbe stata la fame, infatti mi mancava il frigorifero. Poi lì sei costretto a stare con persone che non hai scelto, e persone che non hanno scelto te, per cui la solitudine in questo senso è totale. Simona mi ha dato molta forza".

Cosa ti ha insegnato l'Isola dei Famosi?

"Mi ha fatto capire che non sprecherò più tempo, sia nella vita affettiva che in quella professionale: spesso avevo un paio di giorni liberi e rinunciavo a raggiungere i miei genitori per pigrizia. L'Isola mi ha fatto capire che ho forza e ho tanti desideri, e che non posso poltrire, anche se mi piace tanto".

I brani del disco non sono stati scritti da te. Come ti senti?

"È vero, non sono stati scritti da me ma li ho interiorizzati molto e mi sono piaciuti da morire. Ormai "fa figo" dire che una canzone l'hai scritta tu, ma questo è il caro prezzo che il vero interprete deve pagare. Massimo Ranieri, Fiorella Mannoia e tanti altri sono interpreti: il loro ruolo non dev'essere svalorizzato, il mondo della musica è un mondo molto di apparenza, di convenienza, in cui piace denotare un talento anche se non appartiene fino in fondo. Ma presto arriveranno pezzi scritti da me, grazie all'Isola ho in me sensazioni forti che voglio sfruttare fino in fondo. Dico sempre, punta alle stelle, al massimo arriverai sulla luna".



Hai in progetto un tour?

"La musica é ormai una gara a chi vende più copie, è squallido. Sono quattro anni che non esco con un disco e questa volta voglio farlo per bene. Sto progettando un tour che mi piacerebbe fare radiofonico prima che teatrale, perché in Italia anche le radio sembra abbiano dei pregiudizi".

Come mai?

"Quando sono uscito da Amici, alla mia epoca, mi è costato molto caro. Oggi chi esce da quei talent è proiettato verso la fama, almeno radiofonica, ma per noi non era così. Ad un certo punto le radio si sono volute liberare dei preconcetti riguardandi i talent, ma stranamente da un certo periodo in poi, senza considerare chi era venuto prima. Non so più amare, per esempio, credo meriti un passaggio in radio: è attuale, estivo".

Come si superano i pregiudizi?

"Io non li ho superati, ma la costante è non arrendersi mai e non fingersi qualcuno che non si è. Riuscirò a togliere i pregiudizi che mi sono stati affibbiati. Ho visto cose molto belle scritte su di me anche da persone che non conosco. Qualcosa è stato fatto, poi con la giusta visibilità riesci a far veder qualcosa di te e puoi cercare di abbattere il pregiudizio".

Tra i brani dell'album c'è il pezzo che era destinato a Sanremo?

"C'è, ma non dico qual è, ho un piano: mi piacerebbe tanto tornare a Sanremo".

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