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Variety racconta cosa passa per la testa di un attore che ha appena vinto il Golden Globe.
LOS ANGELES - Premiato ai recenti Golden Globes come miglior attore in un film commedia o musical per The Martian, Matt Damon è stato molto schietto nel rispondere a chi, nel backstage gli chiedeva se si trattasse di una commedia: "No, è un musical."

Ma non è certo questo l'unico quesito che gli è stato posto, dice Variety. Gli è stato chiesto cosa pensasse dell'intervista realizzata da Sean Penn a El Chapo Guzman per Rolling Stone.

"Ancora non l'ho letta - ha ammesso Damon - ma sicuramente lo farò. Sono abbonato a Rolling Stone, quindi lo ricevo regolarmente. Ma guarda, non c'è niente di nuovo, da sempre gli attori cercano e organizzano incontri di questo tipo. È parte di quello che facciamo bene nel nostro lavoro e Sean in qualche modo ha pensato a questa persona come se facesse parte del suo pubblico e sono sicuro che stesse cercando di fare qualcosa di creativo e avrà pensato che incontrarlo sarebbe stato importante, così l'ha fatto."

Nel discorso di ringraziamento per il Golden Globe, Damon ha raccontato di aver partecipato all'evento diversi anni prima, spiegando: "Sono stato qui esattamente 18 anni fa e, nel contesto, so quanto sono fortunato e soprattutto quando sono fortunato a farlo per mestiere".

Nel backstage gli è stato chiesto di chiarire cosa intendesse e Matt ha spiegato che film "raro" The Martian sia, essendo in grado di sviluppare una connessione sia con il pubblico sia con la critica. "Lavori con impegno, con lo stesso grande impegno, su tutti i film che realizzi. Non potresti farlo se non amassi totalmente questo mestiere. Alla fine il risultato è quello che è e non puoi mai sapere cosa farà il pubblico. A volte non piace," ha ammesso. "Ma quando il pubblico risponde al film in un certo modo, e così fa la critica, è c'è questa reazione comune, è grandioso."

Interrogato su quali consigli darebbe oggi a se stesso da giovane, Damon puntualizza quando buoni fossero i consigli che lui stesso aveva ricevuto agli esordi. "Sono stato fortunato. Avevo intorno tanti adulti, persone davvero sagge che mi hanno incoraggiato a concentrarmi sul lavoro e a lasciare da parte il superfluo," ha spiegato. "E io penso che consiglierei le stesse cose che hanno consigliato a me quando avevo vent'anni".

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