lunedì, 5 giugno 2017

Maurizia Cacciatori: ecco di cosa si occupa la regina del volley

di Giuseppe Amodio
Campionessa di pallavolo, personaggio televisivo e oggi anche coach aziendale.

Intervista a Maurizia Cacciatori, storica pallavolista italiana, intervistatrice televisiva degli olimpionici italiani alle Olimpiadi di Rio e oggi anche coach professionista nel mondo delle aziende.
 

Di cosa si occupa oggi Maurizia Cacciatori?

"Dopo la lunga esperienza nello sport e nelle esperienze televisive sono impegnata anche come coach nel mondo aziendale."

Qual è la caratteristica principale di un buon coach, sportivo o aziendale che sia?

"Partiamo dal presupposto che ogni squadra ha un dna differente, e che nelle squadre vincenti, che non sono quelle che vincono sempre ma quelle che hanno la mentalità di essere vincenti, il senso dell’obiettivo è molto chiaro e molto nitido. Quindi qualunque sia il profilo di un giocatore, di un atleta, di una persona che lavora in azienda, quello che conta è che sia totalmente acquisito che si tratta di un obiettivo di squadra. Alcuni giocano più per l’individualità, ma spesso e volentieri chi esula dal gruppo alla lunga viene emarginato. Nelle grandi squadre anche i grandi attaccanti sono propensi a capire il valore di chi gli passa la palla. Mi riferisco soprattutto ai grandi giocatori, che altrimenti non sarebbero a quel livello. Sviluppare questo senso dell’obiettivo comune è una parte fondamentale del lavoro di un buon coach, sportivo o aziendale che sia."

Ha partecipato alle Olimpiadi di Rio 2016 come intervistatrice. Che cosa ricorda sul piano sportivo?

"Onestamente credo di aver assolutamente visto in tutti gli atleti italiani che ho intervistato, sia medagliati che non, quella mentalità vincente, quel senso dell’obiettivo, quella ricerca di miglioramento quotidiano, settimanale o stagionale, che è certamente la chiave di ogni grande performance sportiva."



Nella sua attuale attività professionale è specializzata nello sviluppo di team e nel miglioramento delle capacità di leadership nel mondo aziendale. In cosa consiste?

"Ho derivato le mie tecniche di coaching dall’attività sportiva. Infatti il mio lavoro come coach aziendale consiste soprattutto nel creare un corretto ambiente di team building, in cui, come appunto dicevo a proposito della mentalità sportiva, le persone possano comprendere l’importanza e la necessità di avere un obiettivo di gruppo e non soltanto individuale. Per farlo porto gli allievi dei corsi anche a giocare insieme, e le conseguenze per loro sono sia di comprendere l’importanza del gruppo per ottenere i risultati, sia nello sviluppo di relazioni tra le persone che spesso, limitate a dinamiche di ufficio nei rapporti, non entrano in quella conoscenza dell’altro che invece favorisce il team building e quindi il senso dell’obiettivo, che, ricordiamolo ancora, è il principale ingrediente della squadra vincente. In definitiva possiamo considerare questo aumento delle capacità di networking del gruppo come base del miglioramento della performance collettiva."

Ma questo aumento delle relazioni non è portatrice di per sé di ulteriori conflitti? Più aumentiamo le possibilità di relazione più aumentano i confronti su ogni aspetto.

"Sicuramente è così, ed è per questo che la caratteristica principale del leader risiede nella sua capacità di ascolto in quanto, oltre ad avere i modi giusti di relazione con tutti, deve anche saper riassumere le specificità che su ogni punto gli vengono portate."

Come formatrice applica metodi diversi per formare donne o uomini?

"Direi piuttosto che le stesse cose hanno conseguenze diverse tra donne e uomini e che nel raggiungimento dell’obiettivo vincente le due sensibilità, seppure diverse e forse utili per fare al meglio cose diverse, sono complementari ed entrambe indispensabili."

Cosa direbbe per far comprendere l'importanza del coaching a chi non ha mai partecipato ad una sessione?

"Io dico: fate questa esperienza, capirete molte cose nuove e vedrete quello che fate in un modo diverso".

 
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