Interviste
 
Le due attrici confrontano il ruolo delle femministe ieri e oggi.
LOS ANGELES - Meryl Streep e Carey Mulligan hanno aperto il London Film Festival con il film Suffragette, che racconta proprio il movimento a cavallo fra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento in cui le donne hanno cercato di arrivare a diritti civili che erano loro negati fino a quel momento.



Il film è sceneggiato da Abi Morgan, la stessa autrice di Iron Lady, film in cui Meryl Streep interpretava Margaret Thatcher.

Nel cast ci sono anche Helena Bonham Carter, Anne-Marie Duff, Ben Whishaw e Brendan Gleeson. La storia, ambientata fra il 1912 e il 1913, mostra gli aspetti più violenti del movimento, contrapponendo Maud Watts, una donna che pensa che le parole e le marce non bastino, interpretata da Carey Mulligan, a Emmeline Pankhurst, che ha il volto di Meryl Streep.



La stessa Streep non ama definirsi una femminista: "Preferisco dirmi umanista, sono per l’equilibrio. C’è una frase nel film “Azioni non parole” ed è quello in cui credo. Lascio che siano le mie azioni a spiegare chi sono come essere umano" ha spiegato in un’intervista, aggiungendo però come il business cinematografico sia portato avanti soprattutto dagli uomini. "Dovrebbero guardarsi intorno al tavolo a cui prendono decisioni e capire che c’è qualcosa di sbagliato nel fatto che non ci sono metà donne fra di loro. Le donne hanno idee diverse, non migliori".

Del film ha detto: "La cosa migliore è che non parla di donne di una certa classe sociale, parla di una ragazza che lavora, che sembra una di noi, ma la cui vita le sfugge completamente di mano". Anche Carey Mulligan ha spiegato al quotidiano The Guardian di aver apprezzato questo aspetto: "Non sembra un documentario sul passato ma un film sul giorno d’oggi. Riesce a dare credito a quello che hanno fatto queste donne e quanto ci hanno dato. Ovviamente, ancora oggi viviamo in una società sessista ma il film ci permette di guardare dove siamo arrivate".



Carey Mulligan ha partecipato alla premiere appena pochi giorni dopo la nascita del suo primo figlio, avuto con il marito Marcus Mumford. Ha voluto spiegare al settimanale Time Out di essere d’accordo con Meryl Streep sulla domanda più irritante che viene fatta alle attrici: "I giornalisti chiedono perché una donna scelga un ruolo particolarmente forte. Agli uomini non viene mai posta la stessa domanda".

 

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