Interviste
 
L'attrice racconta le difficoltà incontrate nel calarsi nei panni della principessa triste
Non è facile interpretare la principessa più popolare dai tempi di Sissy. Naomi Watts, debutta sugli schermi italiani nel ruolo di Diana.

Diana, la storia segreta di Lady D., diretto da Oliver Hirschbiegel, racconta gli ultimi anni della vita della Principessa triste.

Basato sulla biografia di Kate Snell, pubblicata nel 2001 dal titolo Diana: Her Last Love, il film racconta la storia d'amore tra Diana e il chirurgo pakistano Hasnat Kahn, che finì pochi mesi prima della sua morte, avvenuta a Parigi  in un incidente automobilistico che cosò la vita a lei, alla scorta e al nuovo compagno, Dodi Al Fayed.

A Parigi intanto scoppia la polemica per i poster della pellicola, sistemati proprio accanto al tunnel dell’Alma, dove Diana trovò la morte, nell’agosto del 1997.

Naomi Watts, sapeva che questo ruolo sarebbe stato difficile. Una donna così popolare e amata non è semplice da interpretare. “Era così famosa. E’ automatico che venga fatto un raffronto e che vengano evidenziate tutte le differenze fra me e lei, è così facile dire ‘No, non era così’. A causa della sua popolarità chiunque si sente vicino, quasi intimo con lei.  Tutti la conoscono e ogni versione, di ogni persona che crede di conoscerla, è quella vera.

Non ha mai avuto dunque nessuna remora a interpretarla?

Al contrario, ho esitato tantissimo. Avevo paura, ma allo stesso temo ero intrigata dalla mia stessa paura. Era una sfida, mi piacciono le sfide.

Ha qualche ricordo personale di Lady D.?

Ricordo il matrimonio. Ricordo di averlo seguito tutto, alla tv. Ricordo l’ossessività con cui i giornali inglesi parlavano di lei, ma io, inglese, ho lasciato l’Europa a quattordici anni e in Australia, dove mi sono trasferita con la famiglia, era sempre molto popolare ma non c’era tutta quella ossessione.

Il film racconta di un innamoramento e del fatto che Lady D. non fu mai lasciata in pace, libera di vivere le sue emozioni, lei ha spesso i fotografi alle calcagna. Facile relazionarsi a queste esperienze dunque?

Non proprio, la scala è totalmente diversa. Posso immaginare, perché ho avuto modo di provare certe situazioni, ma non sono paragonabili. La vita di Diana era passata al raggi x,  per fortuna per me non è così.

Che cosa la identifica di più?

Non lo so. Cosa mi ha veramente colpito in lei è la tristezza. Che non era cosa degli ultimi anni solamente. E’ cresciuta con una tristezza di fondo. Il divorzio dei genitori, il crescere lontano dalla madre,  tutto questo ha creato in lei una fragilità evidente, ma allo stesso tempo mi ha colpito la sua voglia di guarire quelle debolezze. Poi la rottura del matrimonio l’ha ributtata nella sua tristezza. Ho provato una profonda empatia e forse qualcosa in comune l’abbiamo. I miei divorziarono quando avevo 4 anni, e mio padre morì quando ero un’adolescente.

Diana era un’ icona in tanti sensi, compresa la moda.

Ricordo che ai tempi avevo notato il suo stile.  Era così diversa dagli altri membri della famiglia reale. Aveva uno stile elegante e classico ma non era convenzionale. Alcuni dei suoi abiti erano proprio belli. Ora nel film il mio abbigliamento sembra fuori moda ma per allora, per la famiglia reale era straordinariamente sofisticata ed elegante.

Anche lei è madre di due maschietti.

Come Diana, un altro punto in comune.  Durante le mie ricerche su Lady D. ho scoperto che passò un Natale da sola. Senza i figli. Deve essere devastante.

Ricorda dov’era io giorno che morì?

Certo. Ero al ristorante con un gruppo di amici. Abbiamo appreso la notizia e eravamo increduli. Poi sono rientrata in albergo e sono stata ora davanti alla tv, ero sorpresa e scioccata. Arrabbiata anche. Ricordo di aver fatto rumore e di essere stata zittita dal chi stava nella stanza accanto. Era notte fonda. Le notizie sull’incidente passavano ossessivamente sulla CNN.

A diciassette anni dalla sua morte Diana è ancora un ricordo così vivo e è ancora amata.

Vero, credo sia perché, anche se era una principessa era umana e accessibile. Era una donna reale e carismatica. Suscitava empatia. Non verrà scordata facilmente.
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