Interviste
 
L'attrice parla della sua interpretazione di Giglio Tigrato in Pan di Joe Wright.
(KIKA) - LOS ANGELES - Rooney Mara è una delle protagoniste del dibattito sugli Oscar che ha anche il suo hashtag, #OscarsSoWhite, e più in generale dei personaggi che Hollywood vuole sempre con il volto troppo chiaro: in pratica, bianchi. Mara è infatti stata scelta nei panni di Giglio Tigrato per il film Pan, un ruolo che avrebbe dovuto essere assegnato a un’attrice di origine nativa americana.



Nei prossimi giorni, invece, l’interprete di Uomini che odiano le donne, per il quale era stata nominata a un Academy Award, sarà per la seconda volta sul red carpet degli Oscar, come non protagonista, nei panni di Therese Belivet, per il film Carol che potrebbe portare un’onorificenza anche alla sua costar Cate Blanchett.



 

Diverse star hanno detto che boicotteranno la cerimonia ma lei ha raccontato:

“Ci sarò. Ho molto da dire e ho un’opinione precisa su questo argomento ma è talmente sensibile che non voglio limitarmi a una breve risposta. Al momento la polemica è manipolata, sui giornali riportano solo titoli e brevi citazioni. Questo non aiuta a intavolare una conversazione ma fa solo puntare il dito uno contro l’altro, così i premi non hanno più senso”.

Come aveva preso le polemiche contro il suo casting per Pan, nei panni di Giglio Tigrato?

È stato complicato affrontare questo tema. Ci sono stati due momenti diversi: quando mi hanno scelta, all’inizio, e poi la reazione quando è uscito il film. Odio essere su questo lato della conversazione sul ‘troppo bianco’. Non voglio essere più da questa parte, capisco perché le persone sono dispiaciute e frustrate. Le intenzioni del regista Joe Wright, però, erano buone”.



Domenica dovrà affrontare il red carpet. Si divertirà?

Non credo che sia una cosa che qualcuno ha voglia di fare. Per me è una parte irritante del lavoro ma cerco di trarne il meglio e divertirmi nonostante tutto. C’è però un’altra cosa che mi risulta strana: i tappeti rossi non hanno niente a che fare con i film. Fare l’attore non ti rende un politico o un venditore e non sono brava in questo, né è quello che avevo chiesto. Bisogna imparare non a essere bravi nel farlo ma almeno a cavarsela”.

Eppure dovrebbe sapere come gestire gli altri: ha studiato anche scienze politiche e psicologia all’università…
“Sì, volevo studiare qualche altro argomento che mi interessasse perché non sapevo se la carriera da attrice sarebbe partita”.

©RIPRODUZIONE RISERVATA
Ultime in Interviste
News correlate