Interviste
 
Una storia di lealtà e rispetto tra un ragazzo e il suo cavallo


LOS ANGELES - “Sessantaquattro sono gli anni migliori per fare un sacco di cose. Io non ho trovato niente di meglio che fare film” dice Steven Spielberg commentando la sua seconda giovinezza artistica.
Era tanto tempo infatti che il regista di capolavori come Schindler's List e E.T. non lavorava a questi ritmi.

Dopo Le Avventure di Tintin, presentato all'ultima edizione del Festival Internazionale del Film di Roma, il padre di Incontri ravvicinati del terzo tipo sta girando Lincoln, pellicola sul sedicesimo presidente degli Stati Uniti in cui reciteranno Joseph Gordon Levitt, Daniel Day-Lewis e Tommy Lee Jones. In mezzo c'è War Horse il film con il quale il regista è pronto a sbancare i botteghini natalizi americani (in Italia arriverà il 20 gennaio).

E` la storia di un'amicizia – racconta Spielberg – Il rapporto di lealtà e rispetto tra un ragazzo e il suo cavallo”.

Nel ruolo del giovane protagonista, l'inventore di Indiana Jones ha scelto Jeremy Irvine. Sarà il debuttante attore inglese ad arruolarsi volontario al fronte della prima guerra mondiale per seguire il destino del suo cavallo, venduto alla cavalleria britannica.

Quando si parla di guerra mondiale nel cinema tutti pensano alla seconda, agli elicotteri e alla bomba atomica – dice Spielberg - A me interessava raccontare il mondo bellico prima della rivoluzione tecnologica, quando i cavalli erano i compagni di trincea dei soldati e portavano un sostegno reale alle truppe. Dopo i conflitti del '15-'18 questi animali sono tornati a pascolare nei campi. Ed è forse lì che sarebbero dovuti sempre stare”.

Anche se ammette di essersi divertito molto sul set e che col tempo la pellicola è destinata a diventare una delle sue preferite, sono tanti i problemi che Spielberg ha incontrato con War Horse:

I cavalli sono dei pessimi attori. Non potete immaginare quanto sia stato difficile far girare delle scene di guerra a un quadrupede di cinque tonnellate. Durante le riprese avevamo a disposizione anche dei modelli meccanici per i primi piani. Mentre stavo dietro alla camera da presa ho perfino pensato che un robot è molto più espressivo di un cavallo vero”.

La pellicola che uscirà nelle sale americane il giorno di Natale, è stata vietata ai minori di 13 anni per la violenza dei combattimenti bellici. Una decisione che non ha lasciato indifferente il regista:

Ho pensato a questo film come a uno spettacolo per le famiglie ma non potevo certo dimenticare che si parla di una guerra, di bombe che scoppiano e di gente che muore. Quello che ho cercato di fare è piuttosto limitare il sangue e le sparatorie. Ho calcolato che in oltre due ore di proiezione, le scene violente rappresentano solo dieci minuti di tutto il film. Mi sembra un buon compromesso”.

Il tema della guerra torna spesso nelle immagini del premio Oscar: da Schindler's List a Salvate il soldato Ryan sono tante le pellicole in cui Spielberg ha deciso di raccontare gli orrori e le incongruenze dei conflitti.

Questa volta ho cercato ispirazione in un grandissimo del passato, John Ford, Io sono cresciuto con i suoi film e il suo stile e` sempre stato un punto di riferimento per tutti i miei lavori emai come questa volta e` stato fondamentale per raccontare il coraggio di un personaggio e le virtù del suo Paese. Credo che non avrei mai girato War Horse senza prima rivedere duecento volte Sentieri Selvaggi”.

Il regista di Cincinnati non ha nessuna intenzione di interrompere questo momento di grande attività. Finalmente ad ottobre è riuscito ad iniziare le riprese del suo film su Lincoln, dopo anni di ritardi e accantonamenti.

In un primo tempo avrebbe dovuto essere Liam Neeson, protagonista di Schindler's List, a interpretare il ruolo del presidente che abolì lo schiavismo, ma proprio a causa dei troppi rinvii Neeson si è chiamato fuori, asserendo di essere troppo vecchio per la parte e facendo strada così a Daniel Day-Lewis, alla sua prima volta sotto la direzione di Spielberg. Finito con Lincoln, il regista metterà le mani a Jurassic Park IV. Per ora i fan della saga dei dinosauri possono solo sperare di vedere la pellicola in 3D: “Sto ancora riflettendo se girare in 3D. Sono convinto che ci siano sceneggiature adatte alla terza dimensione e altre che non ne hanno bisogno. Bisognerebbe utilizzarlo solo quando si e` certi di poter regalare qualcosa in piu` allo spettatore. Tutto il resto e` solo marketing”.
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