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“Ci sono stati momenti in cui non si riusciva a tenere nemmeno gli occhi aperti”.
(KIKA) - LOS ANGELES - Se l’Oscar non lo vince questa volta, Leonardo DiCaprio non lo vince più. Revenant - Redivivo, il film in uscita il 14 gennaio che lo vede protagonista nei panni di Hugh Glass, cacciatore di pellami realmente esistito, dovrebbe infatti essere quello della riscossa per l’attore di Inception, che ben cinque volte è stato nominato (l’ultima nel 2014 per The Wolf of Wall Street) senza mai riuscire a vincere.

Diretto da Alessandro Gonzalez Inarritu - che invece ha vinto l’anno scorso con Birdman - il film ha gli ingredienti giusti per poter dire la sua, la notte degli Oscar. Oltre alla storia, avvincente e avventurosa, ci sono elementi che negli ultimi anni sono sembrati essenziali per gli attori con ambizioni da Oscar: DiCaprio, per portare a termine il suo compito, è stato sottoposto a prove estreme e a una fatica fisica e psicologica davvero importanti.

Revenant – Redivivo racconta la storia di una leggenda americana. Hugh Glass esistette davvero agli inizi del diciannovesimo secolo. Era un cacciatore di pellami che fu derubato e abbandonato a se stesso, nel bosco, dai compagni, dopo essere stato ferito da un orso. Riuscì a sopravvivere. Quando recuperò la forza si mise alla ricerca dei compagni che l’avevano abbandonato e si vendicò. Ora questa storia è stata raccontata al cinema in quello che lo stesso Inarritu ha definito come “Uno dei film più difficili della carriera, caratterizzato da problemi fisici, psicologici, finanziari, ritardi e sacrifici”.

E se le difficoltà ci sono state per il regista, ancor più ha dovuto subirle il protagonista. L’orso che lo attacca non è reale. E’ stato aggiunto in un secondo tempo con la computer grafica. Orso a parte però, tutto il resto nel film è paurosamente reale. Il freddo, per esempio. Girato sulle montagne del Canada e in Argentina, per trovare la neve la troupe di Inarritu si è spinta sino al Polo Sud.

Abbiamo raggiunto la punta estrema dell'Argentina – racconta DiCaprio - andando fino alla città più meridionale del pianeta". Alcune scene sono state realizzate quando la temperatura toccava i meno 40 gradi centigradi.



Non solo. DiCaprio è stato anche costretto a prendere a morsi un pesce vivo e un fegato di bisonte. “La cosa terribile è la membrana che ricopre il fegato quando si rompe fra i denti. E’ come addentare un palloncino di gonna, che ti scoppia poi in bocca”. Anche svegliarsi ogni giorno alle 3 di mattina per affrontare ore e ore di trucco prima di girare, non deve essere stato facile, così come il dover lavorare in fretta, visto che tutte le scene del film sono state girate con la luce naturale. “Ci sono stati momenti in cui, per il freddo e il vento, non si riusciva a tenere nemmeno gli occhi aperti”.

(continua)

 

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