venerdì, 10 giugno 2016

Giovanni Baldin: ecco le mie 600 macchine da cucire

di Luca Mottaran
La passione del 70enne di Robbio in Lomellina diventa un museo

ROBBIO - ESCLUSIVO - Giovanni Baldin ci ha messo quasi 40 anni per riuscire a collezionare la bellezza di 600 macchine da cucire.

Una collezione straordinaria che fotografa la storia industriale dell’Italia attraverso un prodotto nato per essere di nicchia e diventato un bene di uso comune. I 600 pezzi, che vanno dalla metà dell'Ottocento fino ai nostri giorni, sono tutti funzionanti dopo che Baldin ha rifatto loro il look.

Grazie alla figlia Giuliana, ad alcuni collaboratori e al sindaco di Robbio Roberto Francese, che ha messo a disposizione per questa impresa un locale della scuola media di Robbio, il museo vedrà la luce alla fine di questo mese. Come dice Giuliana Baldin, all'interno del museo ci saranno più 200 oggetti anche se l'obiettivo è quello di trovare, magari anche grazie di attività di crowdfunding, uno spazio più grande per poter inserire tutti i pezzi della collezione.

SIAMO STATI NEL SUO MUSEO: ECCO COSA ABBIAMO TROVATO



Ma come è nata una collezione così imponente e unica nel suo genere che raggruppa marchi storici come Singer e  Necchi fino a marchi minori ora spariti? È lo stesso Baldin ha raccontarlo: "Sono quarant’anni che raccolgo queste macchine, mia moglie Vivetta che ora sta male e a cui dedicherò il museo gestiva una merceria. Io la aiutavo e quando andavo a riparare le macchine nuove ne trovavo sempre di vecchie, magari buttate in un angolo come soprammobili: era un peccato vederle lì abbandonate. È iniziato tutto così".

Ognuna delle 600 macchine da cucire riflette l'epoca in cui è costruita. Un racconto dell’evoluzione tecnologica, industriale e sociale non solo della provincia di Pavia. Un patrimonio culturale e artistico da tutelare e custodire, memoria di un tempo che fu e specchio fedele dell'evoluzione della società in cui stiamo vivendo.

THE NEON DEMON, LA NOSTRA INTERVISTA

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