venerdì, 6 novembre 2015

Non è tutto “Lercio” quello che luccica

di Redazione
"Diffondiamo notizie false redatte a scopo esclusivamente umoristico".

MILANO - ESCLUSIVO - Redazione virtuale, spirito di critica e fine umorismo sono questi gli ingredienti principali di Lercio, il primo giornale satirico italiano.

Nato nell'ottobre del 2012 dall'idea di Michele Incollu, il sito ha fin da subito preso piede in Italia raggiungendo un numero impressionante di followers.

Sono 30 i ragazzi, dislocati in tutta Italia, che ne fanno parte e tutti sono stati tirati su da Michele Luttazzi. Sì perchè i satirici più seguiti d'Italia hanno intrapreso la loro collaborazione scrivendo prima in una rubrica satirica che prendeva in giro i titoli dei giornali curata proprio da Luttazzi e solo quando essa ha cessato di esistere, al fondatore è venuta l'idea.

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Idea che in un primo momento voleva essere più circoscritta: Lercio nasce come satira del quotidiano Leggo (da qui infatti deriva il rosso della grafica) e solo in un secondo momento, visto il grande seguito, la satira si è estesa fino a raggiungere i maggiori canali d'informazione italiana.

Questo lo ha raccontato Davide Rossi, il 29enne che è tra i primi collaboratori ad aver preso parte al progetto.

Come egli stesso ha poi affermato: "Lercio diffonde notizie false redatte a scopo esclusivamente umoristico. All'interno di ogni articolo ci sono degli indizzi che dovrebbero portare il lettore a capire che si tratta di bufale e chi non lo capisce evidentemente non ha letto bene il testo. E' capitato tuttavia che alcuni nostri articoli fossero stati presi sul serio, addirittura La Repubblica ha diffuso una nostra notiza spacciandola per veritiera. I nostri pezzi  - ha aggiunto Davide - si ispirano alla realtà nascono da fatti di cronaca e di vita quotidiana ma ce ne sono altri frutto esclusivamente della nostra (non sempre sana) fantasia".

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