domenica, 3 settembre 2017

Bryan Cranston: “Io e Walter White? Imprescindibili!”

di Federica Volpe
Il Walter White della serie televisiva Breaking Bad si racconta



L’abbiamo visto e amato in Malcolm e Breaking Bad, ma l’eccezionale talento di Bryan Cranston non si limita solo alla televisione. Cinema, doppiaggio, produzione, regia, sceneggiatura, l’attore californiano spazia in diversi campi riuscendo ad emergere in ognuno di essi. Brillante performer, padre modello e marito devoto, Cranston incanta tutto il mondo per il fasciano accattivante che lo contraddistingue dentro e fuori dallo schermo.   


Nella sua filmografia ci sono personaggi reali ed altri inventati, è stato complicato non poter dare un’impronta personale ad alcuni di questi personaggi?



“A me piace interpretare sia personaggi reali che inventati, a dire la verità. Quando mi avvicino ad un personaggio realmente esistito, devo compiere una grande ricerca, perché vuol dire che è un uomo che ha fatto qualcosa di eccezionale e devo attenermi solo a quello. Con quelli inventati ho la possibilità di andare dove voglio. Mi piace molto alternare.”





Una carriera che le ha portato una grandissima notorietà, che rapporto ha con il cinema e la televisione?


“Guarda io spero che il cinema non finisca mai e mi sento fortunato a poter fare il mestiere che faccio. Stare in una sala a vedere un film con tante altre persone è una cosa speciale, tutte le emozioni provocate da un film sono assolutamente giuste, seppur diverse. La persona che vive d’arte ha sempre ragione. Ma cerco sempre di non lasciare che la gioia che la vita d’attore mi porta, superi quella che provo nella vita reale. Una delle due non dura molto, l’altra mi auguro duri per sempre.”


Breaking Bad è stato acclamato dal pubblico e dalla critica, cosa le ha lasciato Walter White?


“Walter mi ha fatto studiare tanto, prima di tutto. Sono andato all’Università della South California per lavorare nella facoltà di chimica, siamo stati affiancati da veri chimici sul set che ci hanno insegnato le procedure. A scuola odiavo la chimica, ma grazie allo show ho capito che la vita intera è chimica. Di Walter ho cercato di non portare mai nulla a casa, infatti a fine riprese avevo un rituale: prendevo due asciugamani molto caldi e li mettevo su testa e viso così da fare uscire tutto ciò che di tossico aveva il mio personaggio e la giornata passata ad interpretarlo. Ma quando è finito lo show ho pianto. Quando un personaggio ti entra dentro, è difficile discernere, siamo imprescindibili, io sono lui e lui è me.”


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