sabato, 2 settembre 2017

Julianne Moore: “Non smettete mai di seguire le vostre passioni”

di Federica Volpe
L'attrice Hollywoodiana porta a casa il Franca Sozzani Award a Venezia


 

 

 
Non è mai stata una cheerleader, non ha mai fatto parte di confraternite o di gruppi particolari perché, a suo dire, non era brava in niente da ragazzina. Voleva soltanto leggere Julianne Moore, vivere di storie, emozionarsi con i personaggi, fino a quando poi non ha cominciato a sentire il bisogno di far parte di quelle stesse storie e di trasmettere quelle emozioni. Oscar, Golden Globes, Emmy Awards, Prix, Coppe Volpi, sono solo alcuni dei premi vinti dall’attrice che, a Venezia oggi ha ricevuto il primo Franca Sozzani Award.


Come ha cominciato ad intraprendere questa carriera e a chi si è ispirata?


“Da piccola amavo leggere, era l’unica cosa che facevo, mi piaceva immergermi nelle storie. Così ho iniziato a fare degli spettacoli a scuola e quindi ad essere all’interno di quelle storie fisicamente. E’ stata una mia insegnante un giorno a dirmi ‘sai, potresti fare l’attrice di mestiere’. Allora ho cominciato ad informarmi, ne ho parlato con i miei genitori e in quel periodo, l’attrice emergente che praticamente rappresentava tutto ciò che io volevo essere ed era sulla cover di Time magazine, si chiamava Meryl Streep. Ricordo di essermi precipitata a casa col giornale, l’ho fatto vedere a mio padre e gli ho detto ‘Ecco, papà, io voglio essere come lei’. Ma lei aveva studiato molto, ci era arrivata un passo alla volta. Ci sono degli step da seguire, la recitazione non ti viene donata, è qualcosa che impari giorno per giorno. Bisogna sempre seguire le proprie passioni perché le cose non succedono da sole, sei tu che le fai succedere”


Ha recitato in moltissimi film, c’è un ruolo tra quelli che ha interpretato, che sente maggiormente vicino alla sua personalità?


“Una delle cose che ti insegnano alla scuola di teatro, è trovare un qualcosa nel personaggio che riesci a comprendere e che tutti possono riuscire a comprendere. Io cerco di trovare nel miei personaggi qualcosa che riesca a far immedesimare il pubblico. Non cerco una personalità simile alla mia o le mie stesse esperienze di vita, cerco una sfumatura appartenente ad entrambe e che quindi posso riuscire a comprendere e ad interpretare. Ma io non sono i miei personaggi.”





Ha un grande talento anche nello scegliere ruoli e scenari incredibili, cosa la porta ad optare per un determinato ruolo?


“Cerco una voce. Amo leggere, ho letto tutta la vita e quindi riesco a riconoscere i buoni copioni. Se riesco a vederlo sulle pagine, riesco ad interpretarlo. Deve arrivarmi la visione, il punto di vista del personaggio, devo sentirlo completamente.”


Still Alice è indubbiamente uno dei suoi ruoli più belli, è stato difficile accettare ed interpretare un ruolo del genere?


“Prima di Still Alice, mi era stato proposto dai registi un copione che non ho accettato. Poi mi hanno parlato di questo progetto e l’ho trovato subito interessante. Ho letto il copione, il libro ed ho pianto tantissimo ed ho accettato la parte immediatamente. Emozionalmente, le cose che toccano l’animo umano sono più o meno le stesse ed ho cominciato questo progetto sapendo che avrebbe avuto sul pubblico lo stesso impatto che ha avuto su di me leggendo il libro. L’alzheimer è una malattia orribile che purtroppo affigge molte persone. Se devi recitare qualcosa che non conosci, non devi fai fingere. Io non conoscevo la malattia quindi ho chiesto ai registi del tempo per prepararmi. Ho incontrato e parlato con donne alle quali è stato diagnosticato l’alzheimer in giovane età, ho parlato con medici, con centri specializzati, ho svolto numerosissime ricerche. Non era giusto interpretare qualcosa di così forte nel modo sbagliato, volevo conoscere gli atteggiamenti di Alice per renderla reale e rispettare le persone affette da quella malattia.”


Interpreta personaggi ma si immedesimi anche in essi, ha mai avuto difficoltà ad uscire da uno specifico ruolo?


“Sai, sento spesso dire che per fare l’attore bisogna avere coraggio, ma il coraggio arriva quando temi qualcosa, io non ho paura di recitare. Dicono che ci lasciamo investire dai sentimenti dei nostri  personaggi ma i sentimenti non uccidono, sono solo emozioni. Le emozioni le provi in maniera forte, ma poi le lasci andare.”


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