lunedì, 13 ottobre 2014
“Era così carino da piccolo, si è rovinato crescendo”
Piccolo ed essenziale elenco di serie che ci lasciano
In un’estate calda solo per il piccolo schermo, volgono al termine serie che erano partite con ottime idee e si risolvono in imbarazzanti avviluppamenti su sé stesse. Si sa che quella estiva è una stagione dove le produzioni tendono a non dare il meglio di sè stesse, riservandosi i botti per l’autunno. Quale momento migliore per concludere quello che va concluso, in base ad ascolti in calo e indici di gradimento logorati?

“True Blood” è una serie che parte dal presupposto che la razza dei Vampiri possa venire allo scoperto, perché una casa farmaceutica sintetizza un sangue artificiale che permette ai novelli Dracula di non morire di fame senza dover uccidere gli umani.

Nelle prime serie: la tematica del diverso, la diffidenza degli umani, la senatrice vampira eletta che si batte nelle sedi istituzionali per il riconoscimento dei diritti della minoranza V. Figata.

Nelle ultime serie: melodrammi, amorazzi, vampiri contro la Yakuza, fate e lupi mannari.

Scena finale: americanissimo BBQ comprensivo di vampiri, umani e razze intermedie, tutti insieme e felici. Altri due protagonisti della serie trovano successo e felicità facendo televendite.

#squarciatemilagiugulare

“Falling Skies” narra le avventure della resistenza umana contro un'invasione aliena cattiva cattivissima, ché la guerra dei mondi in confronto è una scampagnata di boy scouts. Il pathos deriva dal meccanismo narrativo e dalla resistenza indomita degli umani che inferiori tecnologicamente resistono facendo leva su forza di volontà, valori, solidarietà. Trovano anche il tempo di fondare I “Nuovi Stati Uniti d’America” ed eleggersi un Presidente. Un inno (un po’ troppo americano, ma vabbè) al “restiamo umani” nonostante tutto.

Nell’ultima serie in onda: Il protagonista Tom Manson vive in un ghetto controllato dagli alieni, si veste da supereroe per incarnare il simbolo della resistenza, fa avanti e indietro dalle potentissime astronavi aliene senza che mentre è prigioniero ne facciano polpette (non si capisce perché). Svolta new age con la di lui figlia alla quale è stato aggiunto DNA alieno, che diventa adulta in pochi mesi e vuole portare la pace tra le razze (nemmeno l’avessero eletta Miss Universo), ma è un trucco dei cattivi.

Ultima puntata della serie: Per fermare gli alieni rubiamo una navicella e andiamo sulla Luna (!)

#legatemialrazzo

(attenzione, di Falling Skies è prevista ancora una serie. Probabilmente gli appassionati avranno modo di controllare le impronte di Armstrong)

Californication è una serie basata sulla capacità di unire un fondo di amaro romanticismo a una superficie glamour e sessualmente esplicita. Il protagonista, lo scrittore Hank Moody, soffre per la separazione dall’amata moglie e da quella conseguente dell’amata figlia, dovuta ai suoi tormenti di artista.  Per lenire tanta sofferenza si dà al sesso occasionale e intenso, e mai che gliene capiti una brutta.

Tuttavia è irridente, ironico, spontaneo, generoso e irrestibile, tanto che spesso l’ex moglie stessa non gli resiste, salvo ricominciare a detestarlo 5 minuti dopo. Una sorta di Bukowsky un po’ meno sociopatico e un po’ più simpatico.

Nell’ultima serie in onda: figli ritrovati, amori ricomposti (la coppia di amici Charlie-Marcy), un lavoro (quasi) stabile da sceneggiatore.

Nell’ultima puntata: stereotipata dichiarazione d’amore in aereo (argh) alla definitivamente riconquistata ex moglie.

#senonseipiulalteregodiBukowskynonèchedeviessereperforzalalteregodiSusannaTamaro



Queste serie partite bene, o con una buona idea di base, ci hanno ferito profondamente nel loro sviluppo; perché sia chiaro, noi ci affezioniamo a certi show -che hanno il solo difetto di non essere surreali abbastanza per competere con la realtà- se ce li rivoltate così di colpo, non va bene.

D’altronde la storia della tv è piena di serie che dovevano finire prima, e sono state portate avanti da produttori che avevano un disperato bisogno di generi di prima necessità hollywoodiani… piscine, yacht, escort, escort nella piscina dello yacht.

Comandano gli ascolti, e i produttori non sono mai romantici come i loro personaggi.

Corrado Gigliotti
Comunicatore, screen addicted, ha studiato con Carlo Freccero e Felice Rossello, se qualcosa è rimasto tra i neuroni potrebbe valere la pena leggerlo.
gigliocorrado@twitter.com
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