martedì, 17 marzo 2015
Ecco a voi la terza “diabolica” stagione di House of Cards
Andrà in onda tutti i mercoledì su Sky Atlantic HD.


Francis Underwood con i suoi giochi di potere perversi e acuti è arrivato sino al gradino più alto della scala politica, è il presidente degli Stati Uniti e decide di invitare alla Casa Bianca il presidente russo, Victor Petrov, che assomiglia terribilmente a Vladimir Putin e che di Putin ha anche le iniziali.

È lui il protagonista di House of Cards, la serie fenomeno di Netflix che sta catturando l’attenzione del pubblico nel mondo e della quale venerdì scorso ha debuttato la terza stagione, anche in Italia, ma solo in lingua originale. Doppiata nella nostra lingua è trasmessa ogni mercoledì, su Sky Atlantic HD.

Francis Underwood è interpretato da un bravissimo Kevin Spacey che per questo ruolo cinico ed efficiente ha ottenuto un Golden Globe e un Sag Award. “Alla fine della scorsa stagione Frank ha detto una cosa molto vera – dice l’attore – Più in alto sali sulla montagna e più e difficile il sentiero. Ora Frank deve avere a che fare con capi di stato, con intere nazioni.”

Il primo problematico paese con cui discute è dunque la Russia. "Stiamo cercando di creare dinamiche che possano essere le più autentiche possibili" – dice Beau Willimon, creatore della serie – "ma non ci limitiamo a raccontare cosa accade nella vita reale, se lo facessimo porremmo dei limiti alla nostra creatività". In ogni caso il copione di questa terza stagione è stato buttato giù con un anno di anticipo sulla messa in onda e Willimon e il suo team di sceneggiatori ci hanno visto lungo ipotizzando una tensione fra Usa e Russia che è molto simile a quella reale dovuta ai fatti di Crimea. “Quando la realtà supera la fantasia, o meglio: quando la fantasia anticipa la realtà”, scherza Spacey, che del progetto è anche produttore esecutivo insieme a David Fincher.

Nel primo episodio della terza stagione c’è anche un cameo molto particolare: le ragazze della band delle Pussy Riot, tempo fa arrestate proprio dal governo Putin a causa delle loro canzoni di protesta e poi in seguito rilasciate, vengono invitate alla cena di gala allestita alla Casa Bianca in onore di Petrov/Putin. Promettono di comportarsi bene ed invece inscenano una contestazione contro la mancanza di libertà d’espressione nel paese ex sovietico. Una loro canzone fa parte della colonna sonora dell’episodio.

Scenari internazionali a parte, Francis Underwood non cambia. Arrivato al vertice della sua carriera politica, ma non si addolcisce, anzi è più determinato e cinico che mai.

“Diabolico ed efficiente”, lo definisce Spacey che conosce l’ambiente politico e sa che non si discosta poi molto da quanto raccontato in House of Cards. “Ho letto le biografie di quei politici noti per essere dei bastardi, pronti a tutto pur di ottenere i voti necessari. Frank è uno di loro, è uno come Lyndon Johnson, che era diabolico ma anche molto efficiente, e per questo riuscì a far passare tre leggi sui diritti civili”.



Anche Robin Wright, che nella serie interpreta la altrettanto cinica moglie di Frank, è dello stesso parere: “Diversi politici ci hanno detto che è proprio così, se vuoi ottenere qualcosa devi pestare i piedi a qualcun’altro”. C’è da chiedersi se sia per questo che ci sono meno donne che uomini in politica: è colpa della loro natura meno aggressiva? “Non ne conosco la ragione, però stiamo facendo progressi, oggi negli Stati Uniti il trenta per cento dei senatori è rappresentato da donne, anche se non abbiamo neanche un Ministro. Forse abbiamo bisogno di una donna alla presidenza”, dice la Wright, alludendo alla possibile prossima candidatura di Hillary Clinton alla poltrona più importante degli Stati Uniti.

House of Cards è il primo e forse anche il più riuscito esperimento di produzione di Netflix, la piattaforma online che in Italia non è ancora arrivata. “A Netflix ci hanno dato molta liberà artistica. – spiega Spacey - Occorreva che ci fosse perché una serie come questa avesse successo. Se lavori per un network, o anche per la tv a pagamento, non hai certe libertà, Francis sarebbe riuscito annacquato, più “buono”, e noi avremmo fallito”.

House of Cards, andata in onda per la prima volta negli Stati Uniti il primo febbraio 2013, è ispirata a un’omonima miniserie britannica trasmessa dalla Bbc negli anni Novanta e basata sui romanzi di Michael Dobbs.

 

 

Marta Valier
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