venerdì, 3 luglio 2015

DIG, parola d’ordine: eccesso. Quando tv fa rima con di più.

di Redazione
Una serie che nel teaser stagionale mette la parola ARMAGEDDON in carattere 800
Ognuno ha le sue perversioni. C’è chi guarda i teendrama, chi guarda ogni tipo di medical, chi guarda la vicina dalla finestra e chi guarda serie così, che a ogni puntata buttano nella mischia un altro tot di sottotrame tra cui obbligatori all’esame anche argomenti tipo arca dell’alleanza, apocalisse, nazismo e governo segreto del mondo, e poi non dite che non lo sapevate.

Dig è esattamente tutto questo: è Indiana Jones + Homeland , più rabbini assassini, basi segrete, giumente miracolose, fonti dell’eterna giovinezza, ragazze con i capelli fosforescenti (“ti ringrazio Milla Jovovich nel Quinto Elemento di Jean Luc Besson”), attentati-incidenti-inseguimenti sui tetti (“ti ringrazio mr. Bond”), bambini inquietanti, profezie e molto altro (“a questo punto volevo ringraziare anche i miei genitori e il mio agente”). Una serie che nel teaser stagionale mette la parola ARMAGEDDON in carattere 800 non si ispira all’understatement.

La trama ovviamente sovrabbonda di storyline oltre a quella principale, non mancano il protagonista belloccio e la banale storia d’amore e/o sesso, ma c’è anche tutto il resto: un agente dell’FBI di stanza a Gerusalemme (mica a Cuneo) incontra una ragazza che, dal nulla, lo porta a visitare degli scavi archeologici sotto Gerusalemme, al cui interno c’è anche una sorgente antichissima che probabilmente è venerata da millenni. Curiosamente in una location del genere, che per la verità assomiglia un po’ a delle grotte termali, la prima cosa che viene in mente all’agente speciale è provarci con la signorina, interrotto dall’arrivo di un gruppo di persone che fa sacrifici animali. A proposito di animali, in Norvegia un giovane ebreo ortodosso è a guardia di una giumenta rossa, che non è che si veda tutti i giorni; sempre nella prima puntata, in una base segreta nel deserto del New Mexico un prete custodisce un bambino che ha tutta l’aria di essere l’eletto. Così, tanto per iniziare.

Nell’essere OLTRE risiede la cifra stilistica di Dig.

Dig è stata creata da Gideon Raff (l’inventore di Prisoners of War, ovvero l’originale da cui è stata tratta Homeland) e da Tim Kring (inventore di Heroes), ma qui tutto risponde a una sola logica: ECCEDIAMO e speriamo che il pubblico si diverta. Fatte le debite proporzioni, i più esperti potrebbero ricordarsi di Cassandra Crossing, film 1976, come prototipo della narrazione in cui si mischiano thriller/fantascienza/soap/complotti… certo, qui c’è un po’ PIÙ di TUTTO, ma nel film c’era Sophia Loren.

 

Se siete di quelli che per Lost volevano un finale logico e coerente che tirasse le fila del racconto, non mettetevici nemmeno; se invece al bar vincete sempre quando parte la gara a chi la spara più grossa Dig potrebbe divertirvi e fornirvi ottimi spunti…anche sulla recitazione che non è sempre da Oscar.

 

Prima TV su USA Network dal 5 marzo 2015

Casa di produzione Universal Cable Productions

Le riprese sono iniziate a Gerusalemme, ma la produzione si è spostata in Croazia, nelle località di Dubrovnik, Pola, Spalato e Traù, ed infine a Albuquerque, nel Nuovo Messico, a causa del conflitto Israele-Striscia di Gaza.

 

Inedita in Italia.

 

Hashtag #ealloralesciechimiche?

Voto 6

 

PS: ESTATE, E’ TEMPO DI RECUPERONI: IN ARRIVO QUALCHE “OLD BUT GOLD”

 

Corrado Gigliotti

Comunicatore, screen addicted, ha studiato con Carlo Freccero e Felice Rossello, se qualcosa è rimasto tra i neuroni potrebbe valere la pena leggerlo.

gigliocorrado@twitter.com
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