martedì, 17 marzo 2015
Empire: lo show che “farà cantare e ballare” a ritmo di Hip-hop
Ha debuttato su Fox il 3 marzo e si appresta a creare un "impero".
Gli ingredienti per il successo ci sono tutti: la musica, i complotti, i soldi, il potere e una famiglia in lotta. C’è la droga, qualche crimine e persino un omicidio. Ci sono riferimenti shakespeariani, al Re Lear soprattutto, e vari intrighi pop: una Dinasty in versione afro-americana.

Con Empire, la serie che racconta la scalata al successo nel mondo della musica di una famiglia di ex spacciatori di Philadelphia, Fox sta davvero costruendo un impero.

Il debutto in Italia c'è stato il 3 marzo su Fox (ogni martedi alle 21.50) ma negli Stati Uniti è andato in onda l’ottavo episodio e da queste otto puntate due fatti sono emersi: il primo è che il successo non è dovuto alla curiosità iniziale, anzi cresce ad ogni episodio e sta diventando un vero e proprio fenomeno di massa; il secondo è che il personaggio chiave della serie è Cookie Lyon, agguerrita ex moglie di Lucious, il fondatore della casa discografica Empire, interpretato da Terrence Howard (Crash).

La serie inizia con Cookie che è appena uscita di galera dopo una condanna a 17 anni ed è decisa a riprendere in mano le redini del gioco. Cookie è intelligente, furba, appariscente e volgare, sempre sopra le righe. È lei che vent’anni prima aveva visto nell’ex marito il potenziale artista su cui era stato fondato l’impero musicale che aveva permesso alla famiglia di lasciarsi la povertà e il crimine alle spalle. È lei che ora vede nel figlio secondogenito gay, Jamal, malvisto dal padre, il talento e l’eredità di Lucious.

A interpretare Cookie è Taraji P. Henson, volto noto del piccolo come del grande schermo (era nel cast del Curioso caso di Benjam Button). “Cosa mi ha attratto di questo progetto? C’è davvero tutto quello che serve perché una storia funzioni, ma cosa mi ha fatto dire veramente di sì è la musica. Io sono cresciuta a pane e rap. Erano gli anni Novanta, l’epoca del pieno successo dell’ hip-hop, nato un decennio prima. Io sono figlia di quell’epoca e di quella musica, per me l’hip-hop è quello che per mia madre è il blues. La prima cosa che ho pensato quando ho letto il copione e scoperto che musiche avremmo fatto ascoltare, è stata: questo show farà muovere la gente, la farà cantare, la farà ballare.”

Molte sono le similitudini con Glee, altro grande successo musicale targato Fox, ma Taraji puntualizza le differenze. “Glee ha venduto 67 milioni di album, e 100 milioni di single su iTunes ma le loro sono cover, noi invece facciamo tutta musica originale, prodotta da Timbaland e da Jim Beanz, grandi artisti che hanno fatto canzoni con una storia dietro. Raccontiamo una storia, anche con le canzoni. È stato fatto anche un grande lavoro di marketing, pensate che è stata creata una stazione Pandora (stazione musicale online n.d.r.) solo per la musica di Empire.”

La musica non basta però per decretare il successo di una serie tv e la Henson riconosce che altrettanto importanti sono i personaggi, le storie raccontate e le tematiche toccate: “Cookie piace perché è una di noi, è una madre, è una donna, ama la sua famiglia, farebbe di tutto per i suoi figli. Come tutte le madri protegge soprattutto i figli che considera più fragili. Jamal è gay e il padre non lo accetta, così Cookie combatte per lui.” Quello dell’omosessualità e dell’accettazione del diverso è un altro tema importante toccato da Empire. “C’è ancora tantissimo pregiudizio nella comunità afroamericana. Le vecchie generazioni sono omofobe. Spero che mostrare certi errori, mostrare il dolore provocato da certe chiusure, possa aiutare a capire, ad aprire la mente di chi sbaglia.”
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