venerdì, 7 marzo 2014
Helix: quando la tv fa perdere tempo
Quasi un déjà vu per la serie sugli scienziati del CDC
Il Tempo è una risorsa preziosa. Benchè la società dei consumi ci spinga contro ogni logica a scambiarlo con il denaro - il denaro si può sia spendere sia guadagnare, ma il tempo si può solo spendere, più o meno bene - molti si sono accorti del trucco e non vogliono sprecare il loro unico irripetibile Tempo.

E' per questo che scrivo questo mese: per mettervi in guardia dal dissipare la cosa che avete più preziosa (no, non voi di terza media)!

Dice: ma il tempo passa comunque, qualcosa bisognerà fare: ecco appunto, qualcosa ma non qualsiasi cosa, la vita è troppo breve per guardare telefilm brutti. (semicit.)

Prendiamo "Helix", per esempio: serie incentrata su un team di scienziati del CDC, il centro per la prevenzione e il controllo delle malattie, che negli USA corrisponde all’incirca alla nostra Protezione Civile, chiamato a soccorrere un centro di ricerca nell'artico per investigare il possibile focolaio di un'epidemia.

Evabbè.

Proviamo, perché tra i produttori esecutivi ci sono Ronald D. Moore (Battlestar Galactica) e Steven Maeda (Lost, CSI: Miami, The X-Files).

Il pilot non è nemmeno brutto; però tiene il ritmo solo in quanto zeppo di situazioni già viste, tanto che dopo un po' sembra di guardare il film passato in tv quella domenica pomeriggio che la peperonata sullo stomaco ti aveva fatto venire l'abbiocco post prandiale.

Tipo qualcosa che pur un po’ confuso esce fuori dalla nebbia dei ricordi.

La trama infatti propone un originalissimo elenco di novità: lo scienziato cattivo, l'isolamento nella base circondata dal ghiaccio che fa saltare i nervi e le convenzioni sociali, il triangolo lei-lui-il fratello; e poi l'assistente grosso e (quasi) muto del cattivo, il gemello scomparso, la giovane scienziata intrepida; per non farsi mancare niente, su tutto una malattia/mutazione genetica che trasforma gli umani in zombi – si lo so, tecnicamente non sono morti: ma comunque sembrano zombi.
( A proposito: se tutto questo non vi ricorda niente gli zombi siete voi: fate domanda per una particina da comparsa sul set di TWD ).
Quanto riferito sopra accade tutto nel solo pilota, e quindi ci si domanda: come faranno a reggere tutta la serie? E se lo show ha successo, cosa ci racconteranno in un'eventuale seconda stagione?

Fortunatamente pochi episodi successivi ci traggono d'impaccio: la serie quasi certamente non avrà successo.
Nasce questo robusto sospetto osservando le ulteriori sensazionali trovate di genere: la misteriosa sparizione dell’ultima provetta del virus, pezzi di cadavere segretamente congelati nei bui anfratti della base, ma soprattutto, tra i dialoghi, la rivelazione “Sono tuo padre!” (il personaggio non dice proprio così, ma il senso è quello).

Dando per scontato che i lettori di Kika siano intelligentissimi, non procedo oltre.

Hashtag #derivacreativa -  Voto 4-  attualmente in onda sulla rete USA via cavo Syfy - prima puntata: gennaio 2014)

Non vedo l’ora di parlare male della seconda serie di “The Following”, già sbarcata in Italia in contemporanea con gli USA, e di “Resurrection” che deve ancora partire (!) ma che possiamo già criticare, vedremo perché.

Corrado Gigliotti

Comunicatore, screen addicted, ha studiato con Carlo Freccero e Felice Rossello, se qualcosa è rimasto tra i neuroni potrebbe valere la pena leggerlo.

gigliocorrado@twitter.com
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